FABBRICARE COMPUTER E’ PIU’ DI SINISTRA CHE CUCIRE MUTANDE

E’ vero, come diceva Prodi nel bel libro che scrisse all’inizio degli anni ’90, “Il tempo delle scelte”, non si può essere ricchi e ignoranti per più di una generazione. E infatti noi siamo rimasti ignoranti e stiamo progressivamente diventando più poveri. Questo perché non siamo stati capaci di investire in conoscenza e in innovazione tecnologica, per cui le nostre aziende stanno venendo sbaragliate sui mercati internazionali (complice, purtroppo, anche lo stesso Prodi, che in questi anni è stato al Governo per quasi un quinquennio). Quello che mi colpisce, però, è che sento molti amici della sinistra arcobaleno che fanno di questo una bandiera, come se fabbricare computer fosse più di sinistra che cucire mutande. Anzi, l’idea di rendere più competitive le nostre aziende sui mercati internazionali dovrebbe essere un cavallo di battaglia della destra, ma non di questa, di una destra seria! Io sono d’accordo che dobbiamo investire in ricerca e conoscenza, ma questa scelta non è di sinistra, non è più equa, anzi per certi versi è più iniqua, perché vincere sui mercati internazionali significa che qualcun altro perde e quindi si impoverisce.

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6 commenti

Archiviato in POLITICA, SOCIETA'

6 risposte a “FABBRICARE COMPUTER E’ PIU’ DI SINISTRA CHE CUCIRE MUTANDE

  1. ALFREDO

    Mutatis mutandis.

  2. Credo che sia del tutto sterile considerare di destra o di sinistra il cucire mutande o il fabbricare computer.
    Intanto è da chiarire che fabbricare computer significa poco. De Benedetti fabbricò decine di migliaia di M20 solo per venderli allo stato che non li usò mai perchè già obsoleti. Chiamare questo tipo di fabbrica di destra o di sinistra, penso che sia del tutto insignificante.
    ———
    Perchè il discorso possa avere qualche fondamento logico, occorre parlare di produzione. A me insegnavano che si fabbrica per il magazzino e si produce per il mercato.
    ———
    Vincenzo scrive:
    “Io sono d’accordo che dobbiamo investire in ricerca e conoscenza, ma questa scelta non è di sinistra, non è più equa, anzi per certi versi è più iniqua, perché vincere sui mercati internazionali significa che qualcun altro perde e quindi si impoverisce”.
    Nessuno si impoverisce se le condizioni sociali dei paesi in cui operano i produttori sono equivalenti (alludo al dumping sociale).
    Se un paese perde la propria competitività impoverisce – questo è chiaro – ma se non vuole adeguarsi investendo in un processo di aggiornamento, invocare destra e sinistra è vano, perchè gli rimane solo l’opportunità di recitare il “mea culpa”.
    ———–
    Negli anni 60, l’Autovox di Roma era un leader mondiale in fatto di autoradio. Negli anni 70, dopo i vani sostegni governativi per mantenere una strabocchevole massa di ignoranti e fannulloni, fallì.
    ———–
    Oggi abbiamo il caso Alitalia!!!
    ———–
    Aboliamo dal nostro vocabolario le parole destra e sinistra.
    Abituiamoci al bipolarismo tra popolari e democratici. Ora sappiamo come chiamarci e col tempo sapremo chi siamo. Intanto approfondiamo le nostre conoscenze e pensiamo di preparare i giovani e di convincere i meno giovani ad aggiornarsi.

  3. In linea di massima, questa volta mi pare di essere d’accordo con Pibond, anche se le mie valutazioni sull’informatica italiana forse non coincidono pienamente con le sue.

    La Olivetti, prima di essere saccheggiata da De Benedetti, Colaninno e Tronchetti Provera, aveva avuto la guida illuminata di Adriano Olivetti, che – in Europa – era stato tra i primi a capire l’importanza strategica dell’informatica e che, per questo, si era impegnato nella realizzazione di un computer mainframe in grado di competere con quelli sfornati da IBM. Sappiamo tutti com’è andata a finire (e sulla gestione di De Benedetti non posso che dar ragione a Pibond).

    Sono meno (molto meno) d’accordo sulla questione di lessico indicata da Pibond nell’ultimo capoverso del suo post. Che noi si utilizzi l’opposizione destra-sinistra o quella democratici-popolari non mi pare che muti alcunché: res non sunt consequentia nominis.

    E penso che sia anche distorsivo ritenere che gli italiani siano mediamente più ignoranti oggi di quanto non lo fossero trenta anni fa. A me pare che non sia realistico fare simili affermazioni: non esistono quasi più gli analfabeti, il numero dei diplomati è cresciuto, la televisione (nel bene e nel male) ha contribuito a diffondere alcune nozioni di base che sono diventate patrimonio comune.

    Forse (e sottolineo il forse) il declino italiano di questi anni non è altro che la conseguenza di un affermarsi di una cultura di massa (livellata verso il basso) e di un’etica pubblica (che troppo spesso finisce per coincidere con il personale tornaconto) che hanno impedito la formazione o l’emersione di una aristocrazia intellettuale (nel senso nobile del termine). Ho l’impressione che sia questo deficit quel che attualmente suscita il bisogno di meritocrazie impossibili.

  4. ALFREDO

    Per chi si vuole indignare un po’, ecco cosa ho trovato su un blo di libero :

    Sull’Espresso di qualche settimana fa
    c’era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato
    all’UNANIMITA’ e senza astenuti (ma và?!) un aumento di
    stipendio per i parlamentari pari a circa Euro 1.135,00 al mese.
    Inoltre la mozione é stata camuffata in
    modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
    STIPENDIO: Euro 19.150,00 AL MESE;
    STIPENDIO BASE: circa Euro 9.980,00 al mese;
    PORTABORSE: circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente
    parente o familiare);
    RIMBORSO SPESE AFFITTO: circa Euro 2.900,00 al mese;
    INDENNITA’ DI CARICA: (da
    Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00); TUTTI ESENTI DA TASSE
    +

    TELEFONO CELLULARE: gratis;
    TESSERA DEL CINEMA: gratis;
    TESSERA TEATRO: gratis;
    TESSERA AUTOBUS –
    METROPOLITANA: gratis;
    FRANCOBOLLI: gratis;
    VIAGGI AEREO NAZIONALI: gratis;
    CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE: gratis;
    PISCINE E PALESTRE: gratis;
    FS: gratis;
    AEREO DI STATO: gratis;
    AMBASCIATE: gratis;
    CLINICHE: gratis;
    ASSICURAZIONE INFORTUNI: gratis;
    ASSICURAZIONE MORTE: gratis;
    AUTO BLU CON AUTISTA: gratis;
    RISTORANTE: gratis
    (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis
    per Euro 1.472.000,00).
    INOLTRE:

    Intascano uno stipendio e hanno diritto
    alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni
    di contributi ( per ora!!!);

    Circa Euro 103.000,00 li incassano con il
    rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai
    partiti),

    più i privilegi per quelli che sono stati
    Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera.

    (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e
    gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo
    servizio);

    La classe politica ha
    causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.

    La sola camera dei deputati costa al
    cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!
    Far circolare…….si sta promovendo un
    referendum per l’ abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari…..
    queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in
    quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli
    italiani……
    Totale complessivo = 24020.51 al mese per ciascun deputato, cui vanno aggiunti:
    – Pensione mensile (diritto che acquisiscono dopo 35 mesi in parlamento, mentre noi ci fanno lavorare fino a 65 e oltre anni): da 2459.71 fino a oltre 7746.85;
    – Indennità di carica: da 335.70 a 6455.71;
    – Finanziamento ai partiti: 730270.06 al giorno;
    – Rimborso spese elettorali: 103291.38;
    – Rimborso annuale se viene fondato un giornale: 25822.84;
    – Auto blu e scorta 24 ore al giorno per tutta la vita per chi è stato presidente della Camera (anche se non si occupa più di politica).
    Tirando le somme ogni deputato costa la faraonica cifra di 153387.70 al mese (circa 153.388 euro), cioè intorno ai 5112.92 al giorno.

    Occhio alla bile… 🙂

  5. Ognuno gestisca i propri calcoli.

  6. Davide

    Leggo con interesse questo intervento, che mi aiuta a ragionare. Vi sottopongo il mio risultato. Vorrei porre l’accento sul fatto che oggigiorno esistono idee buone e cattive, non di destra o di sinistra. Investire in ricerca è un’idea buona. Aumentare la nostra competitività è un’idea buona. Mettiamole in pensione queste classificazioni totalizzanti e prebelliche di destra e sinistra come l’una solo il capitale e l’altra solo il lavoro: siamo ben oltre. Definiamo sinistra come “il bene di quanti più possibile” ? Allora procediamo. Oggi è di sinistra un’economia sana e sostenibile (quindi competitiva e in grado di fare ricerca anche per migliorare la sostenibilità ambientale ed economica delle proprie scelte) e quindi lungimirante. Oggi è di sinistra produrre in Africa coltivazioni biologiche eque e solidali (ma ci vuole ricerca per produrre a quelle condizioni). È di sinistra lasciar crollare aziende che occupano ingiustamente posizioni in un qualunque mercato non in virtù della propria produttività, ma per accordi e sotterfugi e forse ingabbiando persone che potrebbero lavorare meglio altrove. Queste aziende cadendo potrebbero generare disoccupazione: è di sinistra fare VERO sviluppo e riassorbire immediatamente le perdite occupazionali. Sono ragionamenti astratti, naturalmente, per il contesto italiano, ma pensare è fare ricerca ed è un bene.

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