LA RANA E LO SCORPIONE

Ogni tanto sento qualcuno, soprattutto nella sinistra, che si lamenta della nostra classe dirigente, affermando che è senza idee, che non è in grado di progettare il futuro, e che vive alla giornata. La mia piccola esperienza mi dice che se qualcuno ha un’idea, se qualcuno ha un progetto e prova a muoversi per realizzarlo, gli altri, dopo una prima adesione entusiastica a parole, quando si rendono conto che il successo di quel progetto potrebbe portare troppo merito a chi lo ha ideato, lo affossano. E’ un po’ come il famoso scorpione che chiede alla rana un passaggio per attraversare il guado e lei gli dice “Fossi matta, poi mi pungi”, e lui “ma no, non conviene neanche a me, affogheremmo entrambi”. la rana si convince e carica lo scorpione, il quale proprio a metà strada morde la rana. E lei allora dice “ma come, mi hai avvelenato, adesso anneghremo entrambi” e lo scorpione “lo so, ma è stato più forte di me!”. E allora, se così stanno le cose, quelli che hanno idee e soprattutto hanno voglia di portarle avanti, se sono intelligenti, si ritirano in un cantuccio, invece, se sono ingenui, ci provano e restano con il sedere per terra. E nella stanza dei bottoni arrivano soprattutto quelli il cui maggior merito è saper evitare le punture di scorpione, cioè essere capaci di sgusciare rapidi fra un’insidia e l’altra, ovvero quelli che sanno stare a galla in tutte le situazioni. E cosa si può pretendere da un personale politico così selezionato? A colui che si lamenta della nostra classe dirigente chiederei di fare un esame di coscienza per vedere se qualche volta anche lui non si sia comportato come lo scorpione. E se è sicuro di non averlo fatto, gli domanderei se ha voglia di progettare la convivenza civile. E se risponde di sì, vorrei sapere perché non ci ha provato. E se risponde che ci ha provato, gli direi: “Ti fanno ancora male le punture che hai ricevuto?”.

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18 commenti

Archiviato in POLITICA, SOCIETA'

18 risposte a “LA RANA E LO SCORPIONE

  1. Alfredo

    Non ha senso criticare il metodo di selezione della classe politica che governa.
    Finché riesce a governare, vuol dire che il metodo di selezione usato è quello giusto.
    Nell’allegoria da te richiamata, Vincenzo, si sa che la rana perirà sicuramente, ma non è detto che lo scorpione faccia la stessa fine.
    Forse troverà un re travicello a cui aggrapparsi per poter raggiungere l’altra riva.
    Ma noi umani non siamo né rane né scorpioni. Almeno, non ancora.

  2. Ogni epoca ha la sua favola giusta!
    La nostra è un’epoca di grandi cambiamenti.
    C’è che è rana e chi è scorpione, d’accordo, ma i più stanno nel cantuccio ad aspettare il momento giusto: quello che farà rovinare chi continua ad essere scorpione!
    Salvate le rane!
    ————–
    Attenti agli scorpioni travestiti da rana!!!
    ————–
    Attenti a non anticipare né ritardare la partenza.
    ————–
    Scansate gli accidenti.
    ————–
    Non date troppa fiducia ad Alfredo, può anche aver torto.
    ————–
    Fidatevi di me che non do consigli a nessuno.

  3. Alfredo

    Non potrei mai aver torto, neppure se fossi uno Scorpione: date retta a me, fidatevi di pibond.

  4. Ci rendiamo conto che più tolleriamo la situazione che Vincenzo ci rappresenta, più ci avviciniamo all’orlo dell’abisso?
    Da quanti anni le rane simulano di essere scorpioni e gli scorpioni simulano di essere rane?
    Si è giunti al punto che ognuno sostiene la propria inettitudine con la propria incapacità. Senza responsabilità e senza progetti!
    Smettiamo di pensare alla società: pensiamo alle persone e alla loro dignità!
    ———–
    Vi prego, Voi che siete nella vita attiva, mettetevi attorno ad un tavolo, guardatevi negli occhi, e abbandonando i politici, costruite il vostro ruolo. Gratis ed amoris Dei!
    ———–
    Questo non è un consiglio. E’un ordine che nasce dalla deontologia professionale propria ad ognuno.
    ———–
    Fidatevi!!

  5. Alfredo

    Se il tuo corpo-sensore non è più in grado di distiguere la Rana dallo Scorpione, dovrebbe essere revisionato e munito di bollino blu.
    Comunque io sono fuori dalla questione, ho un corpo-sensore del Sagittario: spirito libero.

  6. Il sogno: magari un giorno tutte le rane diventeranno immuni ai temibili attacchi degli scorpioni. Così non sopravviverà solo il più abile a destreggiarsi, ma anche il più capace e propositivo; verrebbe premiato anche il merito, non solo la furbizia. Nutro forti perplessità verso quest’utopia; a questo punto, del resto, va presentata anche la possibilità opposta, molto più darwiniana: può darsi pure che le rane “sane” si estinguano del tutto, in quanto povere disadattate, lasciando spazio alle sole rane scaltre.

    Ad ogni modo, caro Alfredo, non è poi così facile distinguere rane da scorpioni, e viceversa. Tendiamo per nostra natura ad accusare ogni volta le rane erranti (in entrambi i sensi), quasi avessero fallito loro, dimenticando i poteri forti (e pungenti) nascosti alle loro spalle (scoperte).

  7. bellissime parole. In altre parole non meno belle, diamo sempre cio’ che riceviamo.

  8. Alfredo

    Se chiami poteri forti e pungenti quelli che hanno bisogno di nascondersi dietro deboli rane erranti,
    allora sarebbe opportuno che tu spiegassi bene cosa è per te il “potere forte”.

  9. Vincenzo scrive: “Se qualcuno ha un progetto, gli altri […] quando si rendono conto che il successo di quel progetto potrebbe portare troppo merito a chi lo ha ideato, lo affossano”. Qui sembra quasi che tutto nasca per semplice invidia. Al contrario, talvolta ci sono scorpioni che agiscono per forti interessi politici, ma soprattutto economici; chi ha poteri economici e politici, è un “potere forte”.

    Stai valorizzando un’impresa che produce bene, senza sfruttare gli operai, offrendo un ottimo prodotto a basso costo e di buona qualità? Beh, più che per invidia, mi vedo costretto a far saltare il tuo progetto, perché ai miei elettori, alle altre aziende, questa cosa non piace. Ma non piacerebbe neanche alle mie aziende, se io fossi lo scorpione Berlusconi!

  10. Credo il commento di Monti si avvicini molto al punto di base.

    La classe dirigente di sinistra essenzialmente soffre di un fortissimo scollamento tra l’impianto ideologico (e con esso una grossa fetta della base), che è sostanzialmente utopico (o distopico per alcuni), e l’effettiva gestione della politica.

    Alla fine è una macchina colossale, che ha interessi, contatti e referenti in ogni livello di potere costituito. Di “sinistra” intesa come politica che nasce dal basso, fortemente improntata agli aspetti democratici e alla rappresentanza, in partiti come il PD o l’ex PC o i DS non c’è quasi nulla. Alla fine imprenditori del calibro di Berlusconi tra le file del referenti del PD ce ne sono parecchi, per non parlare di poteri forti ancora più influenti. Parliamo di una compagine politica che controlla il 60% dell’informazione scritta. Perfino quei “poteri forti” che orbitano intorno alla sinistra politica e che agli stessi principi si ispirano sono quanto di più lontano ci possa essere dalla sinistra ideologica. Vedi le cooperative miliardarie. Vedi i sindacati. La mia ragazza ha lavorato per 2 anni per la CISL. Le devono ancora 15mila euro di stipendi del 2006, e ovviamente non c’è niente da fare – che fai, chiedi aiuto al sindacato? Fai causa alla Macchina?

    Il problema fondamentale della sinistra politica è la parola “politica”. Giustamente è una parola che la tradizione di sinistra ha nobilitato (e mi pare sacrosanto, fin dai tempi degli antichi greci la politica è stato un momento nobilissimo nella storia dei popoli) fino all’esasperazione. Non si può intendere una “sinistra” senza implicarne le basi radicate nel concreto, nel lavoro, nel sociale. Invece la nostra classe dirigente ha inventato la figura del politico di professione (camuffandola da missione), e il risultato è che oggi la sinistra parla coi banchieri e coi grandissimi imprenditori mentre colla sinistra (la mano, nient’altro) cerca di ammansire le masse. Tanti si sprecano a capire come faccia la gente a votare Berlusconi – saranno tutti cretini? Chissà. Forse il fatto è che tra Berlusconi e D’Alema, a livello di priorità personali, contatti e stile di vita non vedono molta differenza. E notare che poi D’Alema gira il mondo sulla sua barca di 18 metri non te lo fa certo diventare simpatico, specie se pensi che non ha lavorato un giorno in vita sua.

    Non credo si necessario scomodare una favola così semplice e profonda per capire cosa non va nell’intellighenzia di sinistra. Basta dire che è una presa per il culo, a mio avviso.

  11. Ripeto: “Voi che siete nella vita attiva, mettetevi attorno ad un tavolo, guardatevi negli occhi, e abbandonando i politici, costruite il vostro ruolo. “Gratis ed amoris Dei”!
    ———
    Dimenticate se il vostro ruolo è stato di rana o di scorpione e createvene uno migliore.
    In altre parole “diamo sempre ciò che riceviamo”, come giustamente suggerisce Eugenio. Meglio ancora, “ama il prossimo tuo come te stesso”: il modello di vita che da potenza al proprio agire.
    ———
    I sogni, l’utopia e l’antiutopia, lasciatele alla realtà virtuale e a quando ci divertiamo alla consolle regalata la nipote.
    ———
    Riformare la società è un’idiozia irrealizzabile.
    In un sistema democratico sono le persone che debbono essere portate a compiere azioni virtuose: nel senso che sia conveniente a tutti il raggiungimento del benessere che ognuno pensa essere il migliore per sé!
    In caso contrario, si creano classi ed isole di potere che alimentano loro stesse a scapito di altri. Questo è un sogno già condiviso e attuabile, ma non è un utopia.
    ———
    A mio parere, su questi concetti dovrebbe essere costruita una nuova scuola di pensiero.
    ———
    Vincenzo, orsù, datti da fare.
    Alfredo ha una farmacia piena di siero antiscorpione (ha pure una banca disposta a concedere mutui a tasso agevolato).

  12. I politici da abbandonare sono quelli della “intellighenzia di sinistra” menzionata da Mendi, che non hanno capito ancora che la società così come la immaginano fatta di diversamente abili, di operatori ecologici, di esperti del menga, di UNLUS religiose e teatrali, e di Coop che monopolizzano interi territori, è una distopia.
    Sono tutte entità in cui la persona viene solo usata per essere un numero nell’organismo in cui è indotto ad associarsi.

  13. Alfredo

    Qualunque sia la forma di governo scelta essa, ci sarà sempre qualcuno a cui non andrà bene.

    Ci vorrebbbe una sorta di trasformazione chimico-genetica generale, che apportasse un pò meno di libero arbitrio, un senso della libertà limitata ed un unico potere forte, ma istintivamente obbligato ad essere dolce ed amabile con tutti.

    Avete presente l’alveare?

    Ecco, un Favo gigantesco, più grande di Giove, dalla massa gelatinosa e semitrasparente, orbita già intorno al nostro sistema solare e presto avverrà, silenziosa e senza traumi, la trasformazione.
    Rane e Scorpioni, finalmente riuniti, lavoreranno insieme felici e contenti per un’unica causa.

    O preferite il mondo così com’è adesso?

  14. Ancora non ci siamo.
    Su questa nozione materialistica di un amore che nasce all’esterno della coscienza dei singoli, non metto la firma. Il genere umano ha un DNA diverso dalle api.
    Tranne che per Alfredo, che vola qua e là per le stelle succhiando il nettare in Via Lattea n. 33 – CAP FF 00 00.
    ———
    Diamoci da fare: cerchiamo dove nasconde il miele. Spero che non sia quello dell’ape assassina.
    ———
    Le azioni virtuose, cui prima facevo cenno, tendono a correggere, migliorare verso confini realistici e non assolutistici le nostre azioni, ristabilendo equilibri coerenti con le risorse a disposizione. A tal fine, è necessaria la volontà liberalmente espressa da tutti e, soprattutto, occorre considerare che il capitale umano (che è la principale risorsa) non può essere socializzato, da una parte, né capitalizzato, dall’altra.
    Men che meno monetarizzato, alla stregua di una risorsa finanziaria!
    Con lo sviluppo delle tecnologie informatiche questo fenomeno appare molto evidente: imprese che nascono dal nulla e vivono esclusivamente in virtù dell’imprenditore.
    Credo che il busillis stia nel risolvere questa equazione.
    Comunque se a qualcosa deve assomigliare la risorsa umana, penso che possa essere considerata alla stregua di un flusso energetico.

  15. Alfredo

    Pietro, prova a dare un’occhiana al sito di Giuliana Conforto e se hai qualche spiccolo da investire, comprati il suo libro.
    Oppure potrai leggertelo, gratis e con calma, sbracato in una bella poltrona in pelle nera che le librerie feltrinelli, qui a Roma, mettono a disposizione dei curiosi e degli increduli.

  16. Alfredo

    Pietro, prova a dare un’occhiata al sito di Giuliana Conforto e se hai qualche spicciolo da investire, comprati il suo libro.
    Oppure potrai leggertelo, gratis e con calma, seduto in una bella poltrona in pelle nera che le librerie feltrinelli, qui a Roma, mettono a disposizione dei curiosi e degli increduli.

    Commento di Alfredo — Dicembre 10, 2008 @ 1:09 pm

  17. Alfredo veramente sei un adepto di quella roba lì? Giuliana Conforto? Le mie sono chiacchiere, ma quelle lì sono addirittura ciarle!

  18. Alfredo

    L’uomo, non dissimile dall’universo, è un frattale che crea da sé la propria esistenza ed il proprio destino.
    Se le ciarle che racconta con convinzione Giuliana Conforto troveranno sufficienti consensi (o dissensi, non fa differenza), allora si verificheranno.

    Un esempio?
    Ho notato che tu, Vincenzo, ti lamenti spesso della tua condizione di insegnante.
    Ecco, questo tuo pensiero che ricorre spesso anche qui come argomento di discussione, non fa altro che cristallizzare e rafforzare questa tua condizione di disagio.
    Fai subito una prova con le piccole cose di tutti i giorni, lo capirai da te.

    Però non dare troppo ascolto alla mia brico-filosofia.

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