UNA PEDATA AL DIRIGISMO

Si parla molto di Villari, eletto alla Presidenza della Commissione vigilanza della Camera con i voti della destra, che ha rifiutato di dimettersi, nonostante si sia trovato un sostituto bipartisan come Sergio Zavoli. Il Partito Democratico lo ha espulso. Fin qui ci può anche stare, benché sia un modo di procedere fortemente dirigista. Ma il peggio è che ieri si è saputo che il PD lo ha anche cancellato dal gruppo dei soci fondatori! Se uno viene espulso da un’associazione, come un partito, non potrà più godere dei privilegi che magari hanno i soci fondatori di quell’associazione. Questo è chiaro. Ma come si fa a eliminare un fatto. Sarebbe come se io decidessi che non sono nato il 27 luglio 1960, ma il 23 settembre 1970. Già il grande pittore neoclassico David aggiustava i suoi quadri celebrativi della Rivoluzione francese togliendo personaggi caduti in disgrazia. Lo stesso capitava in URSS. E il protagonista di 1984 di Orwell lavora in un Ministero dove ci si occupa di modificare le tracce del passato sulla base della linea politica presente. Oggi Bersani, Ministro stimabile, che ha tentato invano di rompere i poteri corporativi che incatenano l’Italia, ha detto qualcosa del tipo – almeno così riportano i giornali: bisogna cacciare a pedate i disonesti dal partito. Tutti sono d’accordo, c’è però un problema enorme: chi decide chi sono i disonesti? Certo se uno ha ricevuto una condanna che è passata in giudicato merita senz’altro l’espulsione. ma prima che la magistratura abbia finito il suo lavoro come si fa a stabilire se l’indagine cui è sottoposto qualcuno non sia un attacco personale piuttosto che un’operazione fondata? Credo, invece, che dovremmo dare un calcio definitivo a questa cultura dirigista, che purtroppo impregna di sé ancora molto la sinistra.

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3 commenti

Archiviato in POLITICA, SOCIETA'

3 risposte a “UNA PEDATA AL DIRIGISMO

  1. Nessun cuoco è in grado di controllare la maionese che impazzisce.
    Il PD ha un collegio probiviri che assiste il suo presidente?
    E’ buona norma che ogni associazione – e principalmente un partito – lo abbia.
    Forse il PD c’é l’ha davvero, salvo il fatto che i soci che ne fanno parte siano deceduti qualche anno prima e che debbano esserne nominati di nuovi.
    ————-
    La vicenda Villari è inquietante essenzialmente per lo stesso motivo che ci propone Vincenzo. Se un socio, a maggior ragione se fondatore, viene destituito da un partito senza un motivo plausibile, vuol dire che è dichiarato ingiustamente indegno.
    Nel caso specifico, di quale indegnità si è macchiato Villari?
    ————-
    Dite, dite, per favore!
    ————-
    x Vincenzo. Lo “stimabile” che qualifica il Ministro sembra apposto in senso ironico!
    Lo chiedo perchè nel partito di appartenenza di quel personaggio, non si sa dove inizia e dove termina il tragicomico!

  2. La vicenda Villari mi risulta ancora oscura. Questo tizio è stato scelto per una carica e votato anche dalla maggioranza, pur essendo dello schieramento opposto. Più bipartisan di così!
    Ora perché mai dovrebbe dimettersi? Io sto con la sua scelta.
    I dirigenti del PD sono dei poveracci senza evidente rispetto per le scelte altrui.

  3. Piero però non bisogna confondere il partito con la persona. Ci può essere una persona stimabile anche in un partito tragicomico.

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