IL GLADIATORE

L’altra sera – come spesso mi capita, un po’ in ritardo – ho visto “Il gladiatore” di Ridley Scott. Indubbiamente belle e spettacolari alcune scene e intensa l’interpretazione di Russell Crowe, ma il film non mi ha convinto. Non credo che dobbiamo chiedere a una pellicola la fedeltà storiografica: ad esempio, “Danton” di Wajda, pur dipingendo in modo un po’ distorto il rapporto fra Robespierre e Danton, è un capolavoro. Però se ci si allontana significativamente da ciò che si sa della storia, bisogna dare qualcosa in cambio. Qui la distanza è enorme. Purtroppo Marco Aurelio fu l’ultimo degli imperatori saggi della stirpe degli Antonini, che regnò nel II secolo d.C. A partire da Traiano questi usavano scegliere come loro successori uno fra i migliori e non un proprio figlio. Così si erano succeduti Adriano, Antonino Pio e Marco Aurelio. Quest’ultimo, invece, scelse Commodo, suo figlio, che fu un disastro. Nel film Marco sceglie un suo probo generale e per questo Commodo lo ammazza e usurpa il trono. Neanche nella inaffidabile Historia Augusta – che pur salva fra i pochi Marco Aurelio – c’è traccia di questa storia. Purtroppo fu Marco Aurelio che interruppe la virtuosa catena instaurata da Traiano. Fra l’altro si dice spesso che Marco fosse saggio e cultore di filosofia e filosofo egli stesso. Ci rimangono infatti i suoi aforismi raccolti sotto il titolo “A me stesso”. Come quasi tutta l’opera moraleggiante degli stoici, trovo questi brani ipocriti e poco realistici. Certo il loro successo è probabilmente dovuto al fatto che si respira in essi un’atmosfera religiosa che farà comodo al Cristianesimo. Platone diceva che i filosofi devono regnare. Non credo sia una buona idea. Meglio Kant che, consapevole che il potere corrompe sempre almeno un poco, riteneva che il Principe dovrebbe ascoltare il parere dei filosofi, ma questi ultimi è meglio che si tengano un po’ disparte.

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1 Commento

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Una risposta a “IL GLADIATORE

  1. Credo che Il Gladiatore soffra dello stesso problema di cui soffre la maggior parte dei colossal americani: non ha alcuna ambizione e nessuna fiducia in ciò che fa.

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