IL COMPLESSO DI EDIPO

Nel 1899, Freud, nell’Interpretazione dei sogni elaborava per la prima volta le idee che poi confluiranno nella nozione di “complesso di Edipo”, che tanto ha influito sulla cultura del Novecento. L’idea è che andando a scavare nel nostro inconscio troviamo due pulsioni inconfessabili, cioè il desiderio della morte del padre e di possedere la propria madre. Questi desideri vengono tragicamente realizzati da Edipo nelle straordinarie opere di Sofocle. Giustamente Deleuze e Guattari hanno notato, nell’Antiedipo del 1972 che tutta l’impostazione freudiana attribuisce troppa importanza all’io e troppo poca all’influenza sui nostri desideri del sistema sociale, per cui parlare di Edipo come qualcosa di archetipico e assoluto è fuorviante. In effetti Malinowski in Sesso e repressione sessuale presso i selvaggi mostra che in popolazioni con una struttura familiare diversa il complesso di Edipo è sostanzialmente assente. Ad esempio quando la madre resta a vivere con il fratello e alleva i figli e il padre viene solo qualche volta a prendere i bambini per passare qualche ora con loro. Tuttavia nella nostra famiglia nucleare è difficile negare che quando nasce il figlio maschio parte consistente delle attenzioni della donna, che prima erano rivolte al proprio uomo, adesso vanno al proprio figlio. Il che implica un inevitabile conflitto fra i due, spesso inconfessato e quindi inconscio. Ovviamente, a seconda dei caratteri e delle situazioni, questo conflitto si esprime in modo diverso. Da figlio e non genitore di figli maschi, mi sono posto soprattutto il problema di che cosa si può fare per superare tale conflitto, mettendomi nei panni del più giovane. Col passare degli anni il conflitto reale fra padre e figlio si affievolisce, però dentro di noi resta questo nodo affettivo dovuto al fatto che da un lato abbiamo stima e affetto per nostro padre e dall’altro rabbia perché ci siamo contesi per anni l’affetto e la stima della madre-moglie. L’errore sistematico che si tende a fare è quello di cercare di risolvere il conflitto, che è soprattutto dentro di noi, con il padre reale, che ormai è cambiato profondamente. Invece tutto sta nel trovare un modo per mettere assieme quelle due immagini del padre che sono dentro di noi e mal si conciliano. Inutile cercare affetto e riconoscimento dal padre reale, che oramai ha la propria vita ed è così come è. Occorre un po’ alla volta capire che quel padre che sta dentro di noi non è poi così in gamba come pensiamo, né così odioso come sentiamo.

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9 commenti

Archiviato in FILOSOFIA DELLA PSICOLOGIA, FILOSOFIA MORALE

9 risposte a “IL COMPLESSO DI EDIPO

  1. sara

    Dalla parte delle bambine le cose sono un po’ più impegnative perché le femmine oltre all’innamoramento nei confronti del padre vivono anche quello nei confronti della madre. Dunque devono affrontare due frustrazioni. Due scogli. Secondo qualcuno, non mi ricordo chi, è anche per questo che le bambine sono più mature dei coetanei.

  2. Sì sara, volevo proprio correggere dicendo che non sono in grado di affrontare il problema dalla parte delle bambine e per questo lo ho omesso.

  3. Alfredo

    Credevo che questo post fosse una specie di trappola per Eugenio…

  4. x Alfredo: chi non entra nel nulla si rivede 😉 buon anno. Volevo dirti che ho scoperto che il papa’ di Borges, come te, era fissato con il senso del nulla, prova a vedere se trovi qualcosa di interessante.

    Per quanto riguarda edipo, ho pensando a fondo su questo post e condivido tutto. Aggiungo una cosa, dai conflitti possiamo trarre energia trasformativa, che è la qualita’ di energia più pura e potente che possa sgorgare dall’inconscio. Per questo e’ cosa buona e giusta interrogarsi a fondo su queste dinamiche che, sebbene ostiche, nascondo tesori di pregio inquantificabile.

  5. sara

    Buona notizia!, sai quanti conflitti ho io!!!

    ciao

  6. Alfredo

    SI, SI – DISCENDIAMO PROPRI DAGLI ALIENI – Non siamo figli diretti di DIO, ma siamo frutto di un esperimento scientifico di una équipe di scienziati ALIENI che hanno innestato il proprio d.n.a. su quello di un mammifero terrestre, dando così origine ad un animale intelligente (non abbiamo perso il pelo, semmai lo abbiamo acquisito).
    Una prova? Nessun DIO , per esempio, può asserire ciò che non è.
    Il comandamento “non ammazzare”, quindi, è un tentativo di quegli alieni, (essi stessi frutto di una manipolazione genetica superiore) di sopprimere nelle loro cavie (cioè noi), attraverso un ordine “morale” quell’istinto di uccidere proprio dell’animale che è in noi e che è anche nei nostri “creatori”.

  7. carlo

    la consapevolezza delle ragioni dei conflitti in veste di genitore è per me
    legata ai ricordi dell’infanzia e della prima giovinezza,però solo adesso alle soglie della vecchiaia riesco un po’a sentire in modo non teorico come funzionano le emozioni,agire giusto come genitori è un gran casino. Poveri figli!

  8. Alfredo che ti e’ successo? Che cos’e’ sta storia degli alieni? hai sbagliato post?

  9. Alfredo

    Ciao Eugenio (Buon Anno).
    Cercavo solo di sottolineare il fatto che il complesso di Edipo potrebbe avere origini molto più antiche di Edipo: aizzarsi contro i propri lontani ma non dimenticati creatori alieni, per cercare un punto di riferimento più vicino e più accettabile nella propria madre naturale.

    Del resto, a chi piacerebbe sapere di essere nient’altro che l’oggetto di un esperimento scientifico?

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