ORGOGLIO E AMBIZIONE

Parlando con l’amico Carlo, ci siamo resi conto che in Italia è più diffuso l’orgoglio che l’ambizione. E vorrei spezzare una lancia a favore di quest’ultima. L’orgoglioso non pretende di essere riconosciuto fuori dal suo piccolo territorio, in cui però regna sovrano. Per contro l’ambizioso non si accontenta del suo piccolo riconoscimento e vorrebbe essere considerato da tutti. L’orgoglioso vive più sereno e si arrabbia solo quando qualcuno va a pestargli i calli, mentre l’ambizioso è più esposto, perché nel grande mare tirano venti volubili e tremendi. L’ambizioso però non si trincera nel suo piccolo regno e accetta meglio le critiche, perchè è teso a migliorarsi sempre, insoddisfatto dei suoi piccoli successi. L’orgoglio di noi italiani è spesso legato alla nostra società frammentata e familista, retaggio ancora della ricerca medioevale dell’onore (Montesquieu). Per contro l’ambizione è virtù cittadina, che anela al riconosciemnto del merito.

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12 commenti

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12 risposte a “ORGOGLIO E AMBIZIONE

  1. Alfredo

    Non posso sapere, se tu, Vincenzo, sia più ambizioso o più orgoglioso.
    In ogni caso ti regalo questo mio piccolo commento quale atto di riconoscimento.
    Non è molto, lo so, ma credo sia già un buon inizio per la tua ambizione o per il tuo orgoglio…

  2. Va notato, a mio avviso, che sono entrambi stati d’animo figli di una presunzione che non mi convince cioè che l’uomo sia essere gregario bisognoso di essere guidato. L’orgoglio e l’ambizione sarebbero dunque delle vie per trasformarsi da pecora a pastore.
    La mia visione, invece, più individualista e – volendo – anarcoide, porta a vedere l’uomo come essere largamente indipendente, se sufficientemente aiutato ad essere se stesso. Il mio stato d’animo allora e’ quello della solidarieta’.

  3. Alfredo

    Vincenzo, fai un complimento anche ad Eugenio.
    Per favore: Edipo lo sta torturando.

  4. carlo

    Orgoglio o ambizione? io mi sono riletto” riconosciamo i nostri limiti” questo è il tema che mi spinge a riflettere riguardo le scelte della mia vita!

  5. Alfredo

    Carlo, se tu sei convinto di avere dei limiti, non potrai mai essere te stesso: un essere illimitato.

  6. eugenio

    xAlfredo, prova a valutare se non ci sia il rischio, giocando sempre con le parole, che le cose che si vogliano dire diventino sterili, al limite della battuta di spirito. Il commento 4 se lo guardi da un punto di vista esterno noterai che e´un po´ oscuro, magari dal vivo avrebbe fatto ridere, ma scritto non fa nemmeno riflettere; mentre il commento sui limiti della mente se lo prendi letteralmente e´ una sentenza completamente a capocchia. Probabilmente l unica parte della nostra mente a non avere senso dei limiti e´quella dell io bambino, che io cercherei di non elevare a padrone della personalita´… boh, vedi un po´ tu che pensare io ultimamente sono perplesso sui tuoi contributi, forse capisco poco io.

  7. Alfredo

    Caro amico Eugenio.
    Forse mi hai mitizzato, credendomi più grande di quello che sono e che voglio essere.
    L’io-bambino, come lo chiami tu, è l’unico che è riuscito a vedere il re nudo.

  8. eugenio

    xalfredo, mitizzare significa aspettarsi di capire quello che l-altro dice? mi sembra piuttosto un’umile base di partenza… Cmq non ho detto che devi uccidere l’io primitivo, ma che quello ha delle funzioni specifiche fra cui anche quella di vedere il re nudo di cui parli tu. Ma non capisco cosa c’entri con il commento che hai dato a me o a Carlo. Forse ti credi depositario di un vedere che a noi fa difetto? come un maestro zen ci porti all’illuminazione con l’ironia? nulla in contrario, anzi, ma il mezzo, il blog intendo, non puo’ dare questi risultati. Bisogna che ti rassegni ad un linguaggio piu’ acessibile se vuoi essere compreso.

  9. Alfredo

    x eugenio.
    Non mi va di sforzarmi per essere compreso dagli altri: già mi riesce difficile a me.
    Ma tu si, che ci sai fare con le parole!

  10. Non ho mai visto “il re nudo”.
    Né lo so immaginare. C’è chi dice di averlo visto, ma Alfredo – sinora – si è dichiarato incapace di ripetere l’esperienza. Tuttavia “il re nudo” può anche servire per spiegare le cose. C’è un limite a tutto, ma per percepirlo, occorre essere oltre il limite, come appunto fa Alfredo, peraltro non suscitando certezze.
    Io starei nel mezzo e mi chiederei da dove l’orgoglio e l’ambizione iniziano e se l’uno possa esistere senza l’altra.
    Entrambi possono suscitare passioni irrefrenabili e presentare aspetti positivi o negativi.
    Alla base di queste manifestazioni sta un progetto individuale svolto in gruppo. Il potenziale necessario a gestirlo è riposto nella capacità di convincimento del progettista ed il limite va ricercato nell’efficacia operativa delle sue azioni.
    Fallire significa passare alla superbia e alla vanità, oppure all’umiltà e all’invocazione del perdono.

  11. Alfredo

    Forse il re non trova conveniente farsi vedere nudo due volte.

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