YOUNG E BROUGHAM

Nel suo splendido “A history of aether and electricity”, Whittaker (I vol, p. 102) racconta del fondamentale studio di Thomas Young, apparso nel 1802 sulle Philosophical transactions, in cui per la prima volta viene elaborato il concetto di interferenza della luce. Sembra che un certo Henry Brougham, che poi diventerà Lord cancelliere di Inghilterra, attacchi il lavoro con violenza ingiustificata. Un tal Macaulay, che sedeva nella Camera dei Lord assieme a Brougham 50 anni dopo, commenta: “Il suo potere è andato: il suo dispetto è immortale”. Purtroppo raramente le nostre azioni più meschine vengono ricordate, per cui spesso ci sentiamo legittimati a compierle. Però la possibilità che restino nella memoria dei posteri è sempre aperta. Devo dire che questi episodi mi fanno sempre piacere e il mio piacere non è come quello di Tertulliano che godrà a vedere dal Paradiso i malvagi che soffrono all’inferno. Tanto Brougham non ci ha perso nulla, ma se a me adesso interessa come mi ricorderanno, il pensiero che la pratica della giustizia viene ricordata come giustizia, e la pratica dell’iniquità come iniquità mi dà sollievo.

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