LE MONDE DIPLOMATIQUE DI GENNAIO

Su Le monde diplomatique di gennaio c’è un bel dossier sul pensiero anarchico: in particolare mi hanno interessato le amare pagine del diario di Proudhon chiuso nelle carceri di Napoleone III, che assiste alla trasformazione in dittatura del primo esperimento della storia di suffragio universale maschile (ma queste cose le aveva previste Tocqueville parecchi anni prima). Triste spettacolo, invece, l’articolo in prima pagina, che si intitola “Denaro”, che dopo una breve frase di circostanza, che dovrebbe essere una giustificazione politica, si abbandona al più squallido rancore invidioso per la ricchezza degli altri, raccontando cose del tipo che Clinton prende 50.000 euro per ogni sua conferenza. A me verrebbe da dire: beato lui e scemo chi gliele dà. E comunque non mi sembrano certo notizie da mettere nella prima pagina di un serio mensile di politica internazionale di sinistra! Infine c’è un articolo tutto a senso unico sulla guerra di Gaza, che al momento dell’uscita del giornale era appena iniziata. Lì si cita un post di Michel Warshawski, che si definisce antisionista, ma oggi non riesco a capire come si possa essere contro la formazione dello stato ebraico (?!), il quale chiama “miseri intellettuali” scrittori pacifisti del calibro di Yehoshoua e Oz e si scaglia contro la tesi secondo cui ci sarebbero colpe da entrambe le parti. Non credo che si faccia buona informazione prendendo le mosse da simili forme di fanatismo. Dopo di che, sempre lo stesso articolo di Alain Gresh, sostiene, contro la versione ufficiale, che è stato Israele a rompere la tregua e non Hamas, riportando il seguente post del giornalista americano Paul Woodward. L’articolo gronda faziosità da tutte le parti, però dice una cosa che effettivamente non si sapeva, cioè che fino a tutto ottobre sostanzialmente Hamas aveva rispettato la tregua, tranne un numero esiguo, ma comunque gravissimo di violazioni. Dopo di che Israele ha ucciso alcuni miliziani penetrando nella Striscia e così in novembre ci sono stati ben 126 violazioni e in dicembre è partita l’operazione “piombo fuso” da parte di Israele. Mi sembra che tutti e due hanno rotto la tregua, piuttosto! Questo quadro testimonia ancora una volta che in Palestina vince l’odio da entrambe le parti e che non ci sono colpevoli e vincitori, ma solo vinti e vittime.

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