PERDONARE IL PAPA

Non so se esista l’inferno, in cui Dante piazzava Papa Bonifacio VIII ancor prima che fosse morto. Mi interessa di più il Paradiso e non riesco a vivere senza almeno la speranza che ci sia. Mi sembra poco probabile che, se il Paradiso esiste, ci vadano quelli che hanno sottoscritto l’affermazione di Avvenire secondo cui Beppino Englaro sarebbe un boia. Benedetto XVI ha chiesto a Dio di perdonare Beppino Englaro. Io non ho l’autorità per fare simili richieste, però, nel mio cuore posso sperare che Dio, se c’è, perdoni Joseph Ratzinger per le sue parole. Per fortuna nella Chiesa cattolica molti hanno un atteggiamento profondamente diverso.

Annunci

7 commenti

Archiviato in FILOSOFIA DELLA RELIGIONE, SOCIETA'

7 risposte a “PERDONARE IL PAPA

  1. Enzo, questo testo è davvero stupendo, limpido ed essenziale nell’esprimere tutto quello che c’era da dire e che sentiamo noi, che un tempo ci sentivamo cattolici e che ora siamo incavolati neri tra breve andremo a manifestare con Pannella e la Bonino.

  2. sara

    A me Ratzinger che chiede a Dio di perdonare Beppino mi fa venire in mente la paura che una parte della Chiesa cattolica continua ad avere nei confronti dell’uomo, del pensiero, della libertà.

  3. Alfredo

    Certo che ci sono, Vincenzo.
    Tu chiama e dio arrivo.

  4. Grazie Sandra, sono contento che ti sia piaciuto. Alfredo pensaci tu!

  5. mario

    L’ironia e l’arguzia sono sempre un valore in quanto tali. Ma a volte si rende necessario qualcosa di più, e credo che questo triste caso meriti o un silenzioso raccoglimento, oppure una riflessione intellettualmente onesta ed esplicita sul merito.
    Se vogliamo parlare, distinguiamo anzitutto le cose. Una cosa è il giudizio sui sentimenti, le motivazioni, la condotta morale soggettiva del signor Englaro: questo non siamo in grado di darlo, non ci spetta, e in realtà nemmeno ci interessa molto. Condoglianza, rispetto e partecipazione umana al suo dolore mi paiono l’unico atteggiamento corretto.
    Molto di più ci interessa una valutazione giuridica e morale oggettiva sull’accaduto.
    Quanto alla questione giuridica, la sentenza che ha segnato la sorte della povera Eluana mi ha lasciato esterefatto, non credevo fosse possibile nel nostro ordinamento attuale. Tuttavia non ho elementi sufficienti per entrare in argomento ed esprimere un giudizio convinto.
    Sulla questione morale si possono legittimamente adottare diverse posizioni: per il credente, Dio ci ha dato la vita, e solo Lui ha diritto di togliercela. Questo principio, però, derivando dalla fede religiosa, obbliga solo il credente, e non può essere imposto ai non credenti.
    In una visione utilitaristica, invece, la vita non è un valore in sé, ma solo se dà felicità, e non ci sono doveri assoluti, ma solo il dovere di creare la massima felicità possibile, e di diminuire la sofferenza intorno a noi. A questo fine, anche uccidere puoò essere lecito. Ora, è vero che la povera Eluana non era felice, tuttavia nemmeno soffriva, e non credo che si possa dire che la sua morte aumenta la felicità di qualcuno.
    C’è poi il punto di vista dei diritti umani: ciascuno ha un diritto inalienabile (tra le altre cose) alla vita e alla libertà, quest’ultima intesa come diritto di fare tutto ciò che non danneggi gli altri (secondo Mill), o quanto meno il bene comune (secondo Locke). Da questo punto di vista una persona adulta e nel pieno possesso delle proprie facoltà che decidesse di uccidersi potrebbe anche avere il diritto di farlo. Ma è ovvio che Eluana non si trovava in questa condizione. Non si possono certo ritenere espressione di una sua libera e consapevole scelta di esser lasciata morire le frasi che sono state citate a questo proposito, pronunciate anni addietro, in maniera estemporanea, in contesti emotivi molto particolari, al condizionale, non tradotte in precise indicazioni, tanto meno messe per iscritto. Quindi non lei, ma altri hanno deciso di farla morire, e ciò contrasta con la morale della libertà e dei diritti umani.
    Mi pare dunque che l’averne causato la morte sia gravemente ingiusto da ogni punto di vista.
    Infine, una considerazione socologica: evidentemente questo episodio si inquadra in una lotta che da parte di alcuni si sta conducendo per l’introduzione dell’eutanasia nel nostro Paese: una lotta che spesso, o per scarsa chiarezza teorica, o per calcolo astuto, è combattuta subdolamente. Anche in questo caso, per onestà intellettuale e coraggio delle proprie idee molti avrebbero dovuto dire chiaramente di volere l’eutansia, invece di nascondersi dietro il dito dell’opposizione all’accanimento terapeutico: nutrizione e idratazione non sono certo accanimento terapeutico!

  6. Caro Mario,

    apprezzo la pacatezza della tua esposizione, non entro nel merito delle posizioni (a mio avviso del tutto legittime) della Chiesa cattolica, ma penso che la tua posizione sia affetta da pregiudizi ideologici che non ti consentono di impostare correttamente il problema da risolvere.

    L’art. 32 della Costituzione della Repubblica italiana dispone che:
    “1. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
    2. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

    Quella che ci interesse – ai fini della nostra discussione – è il secondo comma, dove si sancisce che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario. Neanche una persona in coma. Anche perché – benché in coma – anch’essa ha diritto al rispetto della propria dignità (e questo costituisce un ulteriore limite all’attività sanitaria, secondo l’ultimo inciso del secondo comma del già citato articolo).

    Ciò non risolve tutti i problemi affrontati e risolti con la decisione assunta dalla Corte d’appello di Milano nel caso di Eluana Englaro (decisione che anch’io, forse, potrei non condividere in merito ad un altro aspetto: quello della manifestazione della volontà), ma aiuta a capire il probelma ed impone di evitare di dire banalità su nutrizione e idratazione forzate. A meno di non voler sostenere che – in quelle date circostanze – esse non costituiscano neppure un trattamento sanitario.

    Resta completamente fuori dal perimetro della discussione il tema dell’eutanasia, che è – con tutta evidenza – una cosa ben diversa. Ma molti – per convenienza o per ignoranza – fingono di non saperlo.

  7. Alfredo

    Vincenzo, perché fai pubblicità al papa, credi che ne abbia bisogno?
    Qualche volta il papa ha parlato di te?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...