LETTERA APERTA A DUE CANDIDATI RETTORE DELL’UNIVERSITA’ DI URBINO: MAURO MAGNANI E STEFANO PIVATO

Carissimi Mauro e Stefano,
il prossimo 8 aprile con ogni probabilità perderò l’idoneità di prima fascia in Logica e filosofia della scienza, che ho ottenuto cinque anni or sono all’Università Milano S.Raffaele. Questo capiterà soprattutto per tre motivi:
– Perché nel 2004 Urbino è entrata in una crisi finanziaria gravissima e io, invece di andare a cercare rifugio da qualche altra parte, mi sono impegnato, per quel che potevo, nel recupero della situazione, che in buona parte si è realizzato, anche con il mio piccolo contributo.
– Perché il Governo di centrodestra vuole tagliare significativamente la spesa per la formazione.
– Perché nella mia Facoltà si è creata una grave scissione, che ha fatto sì che tutti e quattro gli idonei hanno perso o stanno perdendo il loro titolo, mentre di sicuro se ne poteva salvare almeno uno e forse con una politica accorta anche di più.
E da questo ultimo motivo che vorrei prendere le mosse, perché solo riguardo a esso le cose avrebbero potute andare diversamente. Non rimpiango infatti di essere rimasto qui a lavorare per il nostro ateneo e la crisi finanziaria di Urbino deriva dalle assunzioni senza copertura finanziaria effettuate negli ultimi anni della gestione Bo, mentre il Governo di centrodestra certo non l’abbiamo scelto noi.
Il fallimento della Facoltà di Lettere nella sua politica per gli idonei ha molte ragioni, ma due spiccano fra tutte:
– la sottovalutazione della situazione. Quante volte ho sentito dire da parte dei professori di prima fascia della mia Facoltà frasi del tipo: “Eh, ma tanto verrete chiamati tutti!”
– l’incapacità, sempre dei professori di prima fascia, di trovare un accordo.
In questi giorni, in cui si stanno muovendo i primi passi della campagna elettorale per il rettorato, ho come la sensazione di rivivere la stessa situazione.
Negli ultimi mesi del 2008 il PIL italiano ha perso circa lo 0,9% e si prevede che per il 2009 perderà 3 punti. Siamo alla recessione: la più grave del secondo dopoguerra. Se tutto va bene, il ciclo economico ripartirà nel 2011. Inoltre il Centrodestra ha previsto di tagliare circa 1,5 miliardi di euro dalle spese per l’Università. Con queste premesse, mi sembra ragionevole supporre che con molta fortuna il nostro FFO verrà consolidato ai circa 50 milioni del 2008, ma è più probabile che siano meno che più. Occorre fare dei conti precisi, ma questo significa che almeno ancora per un paio d’anni supereremo il famoso 90%, che ci impedisce di fare qualsiasi assunzione, ammesso che rispettiamo l’impegno preso di non concedere, se non in casi eccezionali, i due anni di servizio oltre i limiti di età. Il che significa che quasi tutti i nostri idonei o si trasferiranno o scadranno e che i nostri “giovani” continueranno ad aspettare. Un’università che non ha avuto sviluppo per quattro anni, e che probabilmente non ne potrà avere ancora per almeno tre, rischia di morire. Infatti il nucleo di valutazione nel Rapporto 2007, appena uscito, ha espresso serie preoccupazioni anche per quanto riguarda il numero degli iscritti, che si stanno avviando a essere significativamente meno di quanto previsto nel Piano di risanamento.
Mi sembra che ce ne sia a sufficienza per parlare ancora di grave emergenza.
In questi anni difficili ho lavorato fianco a fianco, con molti colleghi di valore e capacità, i quali adesso, di fronte alle prossime elezioni rettorali, un po’ alla volta, si stanno, quasi tutti a malincuore, credo, collocando da una o dall’altra delle due parti. Io, come tanti altri, non avrei voluto che le cose andassero così. Bisogna anche aggiungere che negli Istituti, nei Dipartimenti e nelle Facoltà si stanno aggregando ai vostri gruppi anche persone che sfruttano la situazione per coltivare faide e vendette personali. Occorre che questo tipo di comportamenti rimanga il più possibile emarginato.
Proprio in questi giorni si celebrano i duecento anni dalla nascita di Abraham Lincoln, uno dei più grandi uomini politici della storia, che si ricorda anche per aver scelto fra i suoi collaboratori, appena nominato Presidente, proprio coloro che erano stati in competizione con lui. L’esempio è stato significativamente e consapevolmente imitato dal neopresidente degli Stati Uniti Obama, che ha nominato Hilary Clinton Segretario di Stato. Credo che su questi casi valga la pena riflettere.
Ci sono istanze politiche che passano ampiamente sopra la mia testa – e forse un po’ anche sopra la vostra – come Partiti e altre Associazioni, le quali guidano, almeno in parte, le elezioni del Rettore di un’Università importante come quella di Urbino. Questo purtroppo crea divisione. E in questo momento più che mai non potremmo permetterci di dividerci.
Tutto ciò mi fa paura, oltre a causarmi sofferenza. In questi giorni difficili mi gira spesso per la testa quella bella frase di Kant in Per la pace perpetua: “Che i re filosofeggino e i filosofi divengano re non c’è da aspettarselo e neppure da desiderarlo, perché il possesso del potere corrompe inevitabilmente il libero giudizio della ragione. Che però re o popoli regali (che si comandano da sé secondo leggi di uguaglianza) non facciano scomparire o ammutolire la classe dei filosofi, ma la facciano parlare pubblicamente, è ad entrambi indispensabile per la chiarificazione del loro compito e, dato che questa classe è per sua natura incapace di rivolta e unioni in club, la calunnia di fare propaganda non la riguarda.”

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3 commenti

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3 risposte a “LETTERA APERTA A DUE CANDIDATI RETTORE DELL’UNIVERSITA’ DI URBINO: MAURO MAGNANI E STEFANO PIVATO

  1. tiziano

    Caro Vincenzo, non è male la tua disamina. Peccato che il tuo addossare tutte le responsabilità a decisioni prese in un certo periodo “dimentichi” tante altre decisoni successive, come ad esempio la delibera che adottaste il 25 settembre 2005…

  2. Caro Tiziano, non le dimentico, anzi le rivendico. Nessuno dei tanti controlli ministeriali ha messo in discussione quelle decisioni. Mentre è a tutti chiaro quali sono state le decisioni che hanno provocato la crisi. In quel periodo io non facevo parte dell’Università di Urbino. Altri invece avevano ruoli significativi nei sindacati.

  3. tiziano

    I ministeriali invece l’hanno pure scritto. E illo tempore io non ero nel sindacato (che pure non era in cda).

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