SOCRATE, ARISTOTELE LA FILOSOFIA E LE SCIENZE

Nel primo discorso di autodifesa di Socrate al processo raccontatoci da Platone nell’Apologia, egli nota che era rimasto molto stupito dall’affermazione dell’oracolo di Delfi secondo cui egli sarebbe il più sapiente degli uomini. Si rende poi conto che la sua maggiore sapienza rispetto a poeti, politici e artigiani sta nel fatto che essi, pur essendo del tutto ignoranti, credono di sapere, mentre lui, per quanto sia poca cosa, almeno sa di non sapere. In particolare mi interessa quello che Socrate dice degli artigiani (cheirostechnes). Egli infatti dice che essi sanno molte cose che lui non sa, però credono di conoscere per questo anche le verità più alte. Allora Socrate si chiede se gli conviene scambiare la sua consapevolezza di essere ignorante con le loro conoscenze e conclude che in fondo la sua posizione è migliore. Racconto questo perché ritengo che tale atteggiamento di Socrate sia alla base della filosofia intesa come ricerca delle verità ultime nella consapevolezza dell’impossibilità di raggiungerle in modo compiuto e soprattutto nella coscienza che quelle verità limitate a singoli settori, che l’uomo è in grado di trovare e pur sono preziose, non vanno però barattate con l’offuscamento dell’immane compito della conoscenza. Credo che da questo atteggiamento discenda lo straordianrio progetto aristotelico di una considerazione razionale di tutti gli ambiti della realtà, che vada al di là, pur tenendone conto, di ciò che in ognuno di questi ultimi si è acquisito. Pur essendo molto più limitata rispetto a oggi, non credo che la conoscenza della matematica, della retorica o della biologia, ai tempi di Aristotele fosse acquisibile con uno sforzo molto minore di quello odierno. Cioè probabilmente già Aristotele non poteva essere allo stesso tempo un buon biologo, un buon matematico e un buon biologo. Esattamente come capita oggi, che è assolutamente impossibile coprire le conoscenze di discipline ormai vastissime. Eppure il progetto aristotelico allora aveva un senso. In altre parole, Aristotele è sufficientemente tardo per essere cresciuto in un momento in cui il sapere era già ampiamente sviluppato, come oggi. Non per questo rinunciò al progetto di una filosofia complessiva, consapevole dell’insegnamento socratico secondo cui non vale la pena barattare poche conoscenze precise per la ricerca delle verità ultime.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in FILOSOFIA DELLA SCIENZA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...