GIULIANI CI AZZECCA

Dopo la non ancora conclusa sismica tragedia abruzzese, i media hanno dato ampio spazio alle esternazioni di Gianpaolo Giuliani, sedicente in grado di prevedere i terremoti con alcune ore di anticipo mediante un suo speciale apparecchio basato sulla rilevazione della presenza del radon, un gas radioattivo. Questa vicenda merita alcune riflessioni. In primo luogo non bisognerebbe parlare di terremoti solo i giorni subito dopo che sono avvenuti, ma averli presente tutto l’anno, all’interno di una cornice culturale della sicurezza e non del fatalismo. La nostra mentalità tendenzialmente magica e primitiva si vede nel fatto che si crede subito a un qualsiasi chiacchierone, mentre pochi pensano seriamente a queste cose. Il Giuliani aveva dato l’allarme molte altre volte, oltre quella in cui ci ha preso, per cui non è significativa la sua previsione. Un sistema di previsione che ci prende una volta su dieci è del tutto inutilizzabile, perché non si può pensare di sfollare la gente a ogni pié sospinto. Come spiegano i geofisici, un eventuale sistema di previsione dei terremoti dovrebbe essere quasi deterministico, per essere effettivamente utile alla protezione civile. Inoltre la presenza di radon è un dato immensamente più grossolano, rispetto agli usuali sistemi di analisi di ciò che accade nel sottosuolo, cioè la misura e rivelazione di onde sismiche. Infine è del tutto sbagliato l’atteggiamento di chi dice frasi del tipo “non ci capiscono nulla”, perchè in realtà conosciamo abbastanza bene le cause dei terremoti, cioè i movimenti delle placche, e sappiamo con grande precisione dove in genere avvengono e con quale intensità, sia in base alle ampie statistiche sul passato, sia perchè sappiamo in parte come è strutturato il nostro sottosuolo. Non a caso in paesi come Stati Uniti e Giappone, dove i terremoti sono decisamente più forti dei nostri, nelle zone a rischio gli edifici sono costruiti con adeguati criteri antisismici, per cui non crolla nenache un cornicione. L’atteggiamento superficiale dei nostri politici, che dicono frasi del tipo, “però il Giuliani ci ha azzeccato”, oppure “è il destino”, rispecchiano purtroppo l’atteggiamento della maggior parte di noi, che fa di tutta l’erba un fascio e non distingue ciò che si può fare da ciò che è estremamente difficile fare o addirittura impossibile.

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5 commenti

Archiviato in FILOSOFIA DELLA SCIENZA, SOCIETA'

5 risposte a “GIULIANI CI AZZECCA

  1. Giovanni

    Ho ricevuto queste righe da un amico di Lotta Comunista. Le sottoscrivo in pieno. Ovviamente non riguardano direttamente il tuo intervento. E’ solo un’occasione per estendere, o forse focalizzare, il problema terremoti, e NON SOLO.

    Terremoto in Abruzzo
    CATASTROFE NATURALE E REGOLE BORGHESI

    • Il terremoto alle ore 3.32 di lunedì mattina ha colpito l’Abruzzo, e la provincia dell’Aquila in particolare. Il bilancio provvisorio è di 211 morti (tra cui molti bambini), circa 1000 i feriti e 17mila gli sfollati. Più del 50% delle case lesionate, compresi edifici costruiti o risanati di recente (come l’ospedale “modello” e la casa dello studente dell’Aquila). Interi paesi “scomparsi” e ridotti a cumuli di macerie.

    • Una tragica conta che rimanda ai fondamenti della concezione materialistica della storia e della natura. La falsa coscienza del mondo borghese in questi frangenti è ferma al credo superstizioso nella società capitalistica, balbetta frasi retoriche, si affida ai sermoni della consolazione e della rassegnazione religiosa o si rimpalla le responsabilità.

    • Antonio Maria Mira su l’Avvenire di martedì 7 aprile 2009 si chiede “Perché con scosse più potenti non succede nulla a San Francisco o in Giappone?” e ancora: “ Quello abruzzese è stato un terremoto forte ma non fortissimo. […] Perché non è il terremoto che uccide ma la casa che ci cade addosso.” E quindi prosegue “servono norme che indichino , anzi obblighino, a costruire, o a risanare, secondo criteri antisismici”. Nella sua visione si rileva la distinzione tra catastrofe naturale e catastrofe sociale, ma l’unica medicina sembra essere uno sviluppo capitalistico privo di contraddizioni, in cui le regole vengono osservate, e in cui scompare la corruzione, gli appalti truccati, il potere del denaro. LA RETORICA E’ QUELLA DELLE REGOLE: ne servono di NUOVE e da APPLICARE “RIGIDAMENTE”. La stessa retorica che troviamo nel dibattito su come affrontare la crisi economica che sta investendo il mondo intero. E che dimentica tutte le catastrofi naturali/sociali già accadute così come le innumerevoli crisi economiche. Ciò che resta di questa tesi è la constatazione, VERA, che le potenzialità dello sviluppo umano sono enormi, anche nel fronteggiare gli effetti delle catastrofi naturali, e il mito ideologico, FALSO, che la soluzione sia uno sviluppo capitalistico regolamentato.

    • Come scrisse Friedrich Engels, «ad ogni passo ci viene ricordato che noi non dominiamo la natura come un conquistatore domina un popolo straniero soggiogato, che non la dominiamo come chi è estraneo ad essa, ma che noi le apparteniamo con carne, sangue e cervello e viviamo nel suo grembo: tutto il nostro dominio sulla natura consiste nella capacità, che ci eleva al di sopra delle altre creature, di conoscere le sue leggi e di impiegarle in modo appropriato».

    • Ciò che afferma il marxismo è che solo un’umanità unificata sarà in grado di stabilire nella piena coscienza questo rapporto organico con la natura. Il materialismo ci dice che sulle cause, quelle forze scandite dai milioni di anni, l’umanità non può nulla, salvo conoscere le leggi che le governano e avvicinarsi alla previsione dei loro effetti. Su questi LE POTENZIALITA’ DELLA SCIENZA E DELLA TECNICA SONO ENORMI, SE SOLO LE FORZE PRODUTTIVE CHE LA SOCIETA’ HA SVILUPPATO FOSSERO AL SERVIZIO DELL’UMANITA’ INTERA, ANZICHE’ PRIGIONIERE DELLA DIVISIONE IN CLASSI E DEL CAOS CAPITALISTICO. La superstizione da vincere non riguarda le forze cieche della natura ma la società umana, che deve arrivare ad applicare la scienza a se stessa. Questo è il compito che il comunismo indica all’umanità intera.

  2. Mamma mia, ora l’ideologia comunista può salvarci dalle catastrofi naturali?
    Brevettiamo subito il metodo, altrimenti potremmo rischiare grosso.

  3. Giovanni

    Sì, certo… e nel comunismo saremo tutti alti, biondi, muscolosi…
    Ma veramente avete capito quanto dice karagonis?!?

  4. gaetano

    Caro filosofo della porta accanto Paraculis fa’ piacere vedere che c’è qualcuno che alle argomentazioni di altri (non necessariamente da condividere) risponde con il “bagaglinaggio” delle idee.Sopratutto se ciò interessa la vita di migliaia di persone (e la morte di alcune centinaia).Mi sto’ ancora scompisciando dal ridere al punto che sono stato pure influenzato, caro Paraculis.Ancora, ancora, ancora…………

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