LE SCIENZE DI MAGGIO

L’ultimo numero di Le Scienze non è un gran ché. Non vorrei che si sentisse il cambio di direzione. Spesso le scelte e le opinioni di Enrico Bellone non erano condivisibili, ma certo egli è un uomo intelligente e capace. Comunque mi ha interessato molto l’intervista a Piergiorgio Piccozza che racconta dei dati dell’esperimento Pamela sulla materia oscura. In effetti molti cosmologi si sono convinti che i tipi di materia conosciuti non siano sufficienti a rendere conto della struttura globale dell’universo. Infatti la cosmologia del big bang richiede che l’universo sia finito, anche se illimitato, ma se la curvatura media è nulla o addirittura negativa questo è impossibile (in realtà Giovanni Macchia mi ha fatto notare che questa affermazione non è corretta, perché anche con curvatura media negativa o nulla, con opportune topologie globali, l’universo potrebbe essere finito). Tuttavia, affinché la curvatura media sia positiva, occorre molta più materia di quella che conosciamo. Ecco la ragione per cui cerchiamo con tanta insistenza la cosiddetta “materia oscura”. Per questo i dati sui positroni, che sono disponibili nel sito di arxiv.org, sono molto significativi. Sembra, infatti, che nei raggi cosmici a 450 KM dalla Terra, dove lavora PAMELA, siano presenti più positroni che elettroni, cioè più antimateria che materia. Non tutti sono d’accordo che questi positroni eccedenti siano da ricondurre alla materia oscura. Gli stessi autori dell’esperimento, che sono intervenuti su Nature, hanno dei dubbi. Sembra però che dei 156 articoli specialistici usciti fino a questo momento su questo tema il 60-65% si orienti verso questa interpretazione.

Nell’interevento di Scienza e filosofia di Elena Castellani si discute del confronto fra teoria ed esperienza. E va bene: un ottimo argomento trattato con competenza, che però inizia dal terremoto in Abruzzo con la domanda se “sia possibile prevedere con una certa precisione il luogo e il momento di una scossa sismica.” Al riguardo l’opinione della comunità scientifica sarebbe “negativa”. Invece sappiamo che, se è impossibile prevedere i terremoti nel tempo lo si può invece fare con notevole precisione nello spazio, cioè esistono mappe geosismiche molto dettagliate del territorio italiano. Ed è proprio per questo che le autorità competenti in Abruzzo sono con ogni probabilità colpevoli di negligenza.

Bello l’intervento di Piergiorgio Oddifreddi che racconta di un elegante teorema di geometria euclidea, che i greci con ogni probabilità non avevano scoperto, forse perché si dimostra con metodi geometrici moderni. Esso afferma che il baricentro (punto di incontro fra le tre mediane), l’ortocentro (punto di incontro fra le tre altezze) e il circocentro (punto equidistante dai vertici) di un qualsiasi triangolo si trovano su una stessa retta, detta “retta di Eulero” dal nome dello scopritore de teorema.

Veramente brutto l’articolo della cover story, cioè “sfida quantistica” del noto filosofo della fisica David Albert e di una sua avvenente collaboratrice, Rivka Galchen. Racconta in modo non particolarmente incisivo la storia dei fondamenti della meccanica quantistica in relazione soprattutto alla non località. Nella parte finale l’articolo diventa una celebrazione degli studiosi dell’università di Rutgers, Tim Maudlin, Roderick Tumulka e dello stesso Albert, tutti di indubbio valore, ma i loro risultati vengono esaltati al di sopra di quella che sembra essere la loro rilevanza per il problema in questione. Uno infatti riguarda la riformulazione della meccanica quantistica proposta da Ghirardi, Rimini e Weber, che ha avuto giustamente molta importanza nel dibattito degli ultimi anni, ma che, a causa del suo carattere fortemente ad hoc, non può certo essere considerata una strada praticabile per affrontare gli enigmi della teoria quantistica. L’altro, dovuto ad Albert stesso, è trattato in poche righe non sufficienti a chiarire il punto, ma potrebbe essere interessante. Non sarebbe stato meglio scrivere l’intero articolo su quest’ultimo tema?

Interessante l’articolo sui test nucleari, dal quale si viene a sapere che Obama vuole rilanciare il trattato CTBT, respinto ai tempi dell’amministrazione Bush, sul bando dei test nucleari. Di fatto questo trattato oggi ha un senso, perché i nostri sismografi sono in grado di avvertire uno scoppio nucleare sotterraneo anche piccolo, per cui sarebbe difficile violarlo segretamente.

Simpatico anche l’articolo sulla neurogenesi, dal quale si viene a sapere che ogni giorno l’ippocampo – una zona del cervello che gioca un ruolo importante nell’apprendimento – produce migliaia di nuovi neuroni. Tali neuroni, però, se il soggetto non viene stimolato a imparare qualcosa di nuovo, sono destinati a morire. Un articolo per quel 60% di italiani che votano con entusiasmo un governo che toglie risorse alla formazione!

Buono anche il libro “La lunga estate” che si vende con la rivista, un volume che riassume in modo chiaro e accattivante l’importanza del clima per la storia dell’uomo, utilizzando le misure paleoclimatiche molto più precise che oggi sono disponibili.

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