SEMPRE LO STESSO

C’è una cosa della sinistra che oggi rimpiango e che nel passato era presente, ma ora sempre meno, cioè l’impegno nell’informare le persone, migliorare la loro formazione, aiutarle ad avere dubbi. Questo, per la verità, era un fattore anche nella migliore tradizione liberale e democratica, ma oggi non interessa quasi più a nessuno, forse un po’ ai radicali. Negli anni ’70 mi ricordo che guardavo i telegiornali notando tutti i trucchi retorici utilizzati per manipolare l’opinione pubblica dall’allora trionfante centro-sinistra DC+PSI, esattamente come adesso. Il PCI, quando arrivò a mettere le mani sulla terza rete, dopo un inizio più aperto, un po’ alla volta si è uniformato nei metodi. Non credo che sia così importante che le tesi difese dalla terza rete erano quasi sempre più ragionevoli e corrette rispetto a quelle delle altre due, quello che conta è la maniera in cui venivano e vengono difese, cioè con argomenti che fanno appello più all’emotività delle persone che alla loro testa. Il progetto della gioiosa macchina da guerra di Achille Ochetto subito dopo tangentopoli non sembra altro, adesso, che un tentativo di occupare quelle poltrone e quei bottoni che manipolano l’opinione pubblica. A quel punto l’astuto Berlusconi si è reso conto di avere in mano uno strumento potente, paragonabile alla RAI, per fare opinione, cioè le sue tre reti, ed è riuscito a occupare lui quelle poltrone e quei bottoni. E dopo 15 anni è ancora lì, lì dove era stata per 13 la DC da sola (1948-1961) per 33 anni l’asse DC-PSI (1961-1994). E’ incredibile che in Italia non ci sia, a parte forse i radicali, un progetto politico forte di eliminazione dei monopoli dell’informazione e di potenziamento della formazione scolastica. La stessa cosiddetta sisnistra estrema, forse ancor più del Popolo delle libertà, fa appello a slogan, luoghi comuni ed emozioni. Si ha cioè la sensazione che da De Gasperi a Berlusconi la democrazia semi-bloccata dell’Italia non abbia fatto neanche un passo avanti.

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3 commenti

Archiviato in POLITICA, SOCIETA'

3 risposte a “SEMPRE LO STESSO

  1. Lola

    Mi sembra di parlare di secoli fa.
    Per quel che mi riguarda, io rimpiango il fatto che prima non c’era questa sfacciataggine. Ci vogliono politici del calibro di Daniela Melchiorre dei Liberal Democratici per fare in modo di toglierli dalle sedie.

  2. Dire che “si ha la sensazione che da De Gasperi a Berlusconi la democrazia semi-bloccata dell’Italia non abbia fatto neanche un passo avanti”, credo stia a significare che di passi, se se ne sono fatti, sono stati all’indietro.
    Di sicuro questo continuo premere “sulle emozioni e sui luoghi comuni” funziona oggi meglio che mai, anche perchè le dottrine pubblicitarie dimostrano, statisticamente, che far leva sulle emozioni è ben più economico e remunerativo che far leva sulle teste.
    Prima di avere un consenso “di informazione”, come dici tu, bisogna “migliorare la loro (delle persone) formazione, aiutarle ad avere dubbi”. Una gran fatica, e non si ha neppure la certezza che funzioni in tempi ragionevolmente brevi!
    Molto più facile cercare di far propaganda contro le Veline europarlamentari e sulle battute fuori luogo di Berlusconi (quelle le capiscono tutti), piuttosto che informare la gente dei veri problemi: il conflitto d’interessi, il monopolio dell’informazione etc.
    Insomma, la politica italiana ragiona per luoghi comuni perchè probabilmente la gente ragiona per luoghi comuni. Prima di cambiare la politica, deve cambiare il modo di pensare degli italiani. Sarà per sempre “sempre lo stesso”?

  3. Massimo S.

    E’ vero quello che dice Monti nel suo commento, ma è anche e soprattutto vero che compito della politica è promuovere un miglioramento culturale delle persone. Questa circolarità non deve certo giustificare la rinuncia a trovare delle soluzioni. Come scriveva Eric Weil, “la politica è la morale in marcia”. Evidentemente pensava a qualcosa di molto diverso da ciò che comunemente viene chiamato politica, che ai diversi livelli si caratterizza come una contesa in vista di vantaggi personali ottenuti a detrimento dei vantaggi di… di chi? Non trovo una risposta semplice a questa domanda. Credo che ogni risposta tenterebbe di introdurre un soggetto ideale e dei fini determinati, che però potrebbero risultare controversi data la diversità delle visioni politiche in concorso fra loro.

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