UN DILEMMA MORALE

Pochi giorni fa un collega, credo il suo nome sia Fabio Fantini, proponeva a un incontro con le scuole, il seguente dilemma morale. Una locomotiva in corsa senza autista sta per investire 5 persone, agendo su un cambio, la puoi dirottare su un altro binario, dove viene investita una sola persona. E’ legittimo azionare il cambio? Quasi tutti risponderebbero di sì. Ma consideriamo quest’altra situazione: la stessa locomotiva in corsa e le stesse 5 persone sul binario che stanno per essere investite. Questa volta ti trovi però su un ponte sopra la ferrovia accanto a un signore grasso. Se lo spingi giù la locomotiva deraglia, le 5 persone vengono salvate e il signore grasso ci rimette le penne. E’ legittimo buttare il tuo compagno di sotto? Quasi tutti risponderebbero di no, anche se la contabilità positiva delle vittime è sempre la stessa, cioè 5 contro 1. Credo che questa sensibilità morale abbia anche un fondamento politico, di sicuro giuridico. Se butti giù il signore grasso, infatti, verrai sicuramente incriminato di omicidio volontario. Magari non ti prendi molti anni perché hai delle forti attenuanti, ma la tua azione è senz’altro un delitto. Ma c’è dell’altro. Se butti giù il tuo compagno, in un certo senso, legittimi l’omicidio e il fatto che l’uomo, invece di essere un fine, possa diventare uno strumento. Storicamente, quando si è fatto così, si pensi a Lenin e a come ha “salvato” la rivoluzione di ottobre, i successori (Stalin) continueranno ad ammazzare la gente con le più diverse scuse, anche se i 5 da salvare non ci sono più. Questa credo che sia la lezione della storia.

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3 commenti

Archiviato in FILOSOFIA MORALE, FILOSOFIA POLITICA

3 risposte a “UN DILEMMA MORALE

  1. alfredo

    Sostengo, invece, che l’immoralità sta tutta dalla parte di chi ha proposto un simile dilemma, solo per il fatto di aver pensato e premeditato una cosa del genere.
    Di fronte a fatti come questi, infatti, normalmente si reagisce d’istinto e quel che si fa è fatto senza malizia.

  2. Eticamente sto pensando male in ogni caso. Ed entrambe le possibilità, sebbene computazionalmente siano differenti ed una risulti più vantaggiosa, portano ad un risultato ingiusto: qualcuno muore.
    Se volessimo portare alle estreme conseguenze il discorso 5 vs 1 si potrebbe arrivare a dire che uccidere non quanti milioni di africani per salvare un maggior numero di europei dall’estinzione ecologica sarebbe lecito. Nessuno penso arriverebbe a tanto. Tuttavia sul piccolo numero ci poniamo il dubbio.

    Io sarei già più ben disposto verso il secondo caso. Eliminare un grasso, diciamo obeso, per salvare cinque persone potrei ritenerlo più che accettabile. Sarei un omicida, ovvio, violerei le stesse leggi morali di chi ha azionato lo scambio precedente, ma l’avrei scelto addossandomi la piena responsabilità.

    Forse non c’è soluzione in questi paradossi morali. In fondo il Tao mi insegna ad agire senza agire: resta a valutare lo svolgimento degli eventi senza cercare di cambiarli. In seguito si potrà agire per capire chi e dove ha sbagliato e come deve pagare. L’azione preventiva invece porta comunque ad un danno che, anche se minimo in partenza, non sappiamo quantificare nel futuro.

  3. Kara non ci ho capito nulla! Tieni conto che la scelta è fra fare e non fare. Se non fai nulla comunque il treno investe i cinque poveretti. Se fai muore uno solo. Però in un caso compi un’azione assolutamente neutra, come azionare un cambio, nell’altro, compi un omicidio.

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