PIACERE, GIOIA E SODDISFAZIONE

Quando si cerca di valutare il bene psicologico delle persone in esperimenti di psicologia o valutazioni economiche, bisognerebbe distinguere almeno tre concetti diversi: in primo luogo il piacere, che è una sensazione eminentemente fisica e localizzata, come il piacere dell’orgasmo, di un massaggio, la fine di un mal di denti ecc. In secondo luogo la gioia, che è un benessere che ha ancora una forte componente corporea, ma che riguarda l’intero corpo ed è legata quindi anche al nostro umore. In terzo luogo la soddisfazione, che è invece connessa alla nostra capacità di progettare noi stessi e alla nostra realizzazione. Ogni soddisfazione è anche una gioia e un piacere, ma non vale il viceversa. Ogni gioia è un piacere, ma non vale il viceversa. Infatti noi possiamo provare piacere senza gioia e gioia senza soddisfazione.

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4 commenti

Archiviato in FILOSOFIA DELLA PSICOLOGIA

4 risposte a “PIACERE, GIOIA E SODDISFAZIONE

  1. sara

    Non credo si discosti da ciò che dici, forse è solo una piccola sfumatura.
    Tu dici che la soddisfazione è connessa alla nostra capacità di progettare noi stessi e alla nostra realizzazione, detta in questo modo sembra essere molto legata ad un fare in senso lato. Parto da un pensiero che m’è venuto l’altro giorno. Stavo studiando davanti ad una porta aperta, e riflettevo, vivendola, sull’ansia che accompagna sempre il giorno prima dell’esame; ad un certo punto m’è arrivato un forte profumo di tiglio, ho alzato lo sguardo e al profumo si è aggiunto un bel cielo azzurro insieme al verde dei pini.
    Allora ho provato un profondo senso di soddisfazione per essere viva, lì in quel momento.
    Non era solo piacere e gioia ma anche soddisfazione. Però veniva solamente da una passività, meglio da una recettività, da un ascolto seppure molto parziale di quello che mi sta intorno.

  2. Sì il mio intento non era esaustivo. Ci sono tanti tipi diversi di soddisfazione. L’importante è che sia un’emozione positiva che non si esaurisca nella corporeità, ma che abbia anche un elemento astratto. In questo ambito c’è anche il puro piacere di stare al mondo.

  3. sara

    Mi viene il dubbio che sia possibile passare dal piacere e/o dalla gioia, alla soddisfazione, se il piacere e/o la gioia sono in qualche modo interiorizzati, portati dentro e diventano uno spunto di riflessione. Non so se sono stata chiara. Mi viene però anche un altro dubbio: e cioè che questa capacità di portare dentro e meditare anche le esperienze più “corporee”, sia un’abilità molto femminile. Non so.
    Rimane vero che possiamo provare provare piacere senza gioia e gioia senza soddisfazione.

  4. sara

    Mi sembra che qui ci possa stare bene.

    Chi entra nel regno dei cieli?
    Rabbi Baruqa di Chuzah andava spesso nella piazza del mercato di Lapet. Là un giorno gli apparve il profeta Elia e rabbi Baruqa gli domandò: “fra tutti questi uomini, ce n’è almeno uno che avrà parte al mondo futuro?”.
    Elia rispose: “ Nessuno”.
    Ma più tardi, nella piazza del mercato vennero due uomini ed Elia disse a Rabbi Baruqa: “ Questi due avranno parte al mondo futuro”.
    Rabbi Baruqa chiese ai due nuovi venuti: “ Qual è la vostra professione?”.
    Essi risposero: “ Noi siamo buffoni. Quando vediamo qualcuno che è triste, lo rassereniamo. E quando vediamo due persone litigare, cerchiamo di farle riconciliare”.
    Nel mondo futuro l’uomo dovrà rendere conto di tutto ciò in cui il suo occhio ha trovato piacere e di cui tuttavia egli non ha goduto.

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