PATERNOSTER SULLA PERCEZIONE

Ho finalmente letto il bel libro di Alfredo Paternoster, Il filosofo e i sensi, Carocci, 2007, che in parte si sovrappone a quello della Calabi, che ho da poco discusso. Paternoster è più attento ai risultati delle scienze, sia ai modelli computazionali che a quelli ecologici della percezione. Ha ben presente il fatto che la scienza moderna ha favorito l’insorgere di modelli indiretti della percezione, a causa della Rivoluzione copernicana, in accordo con la quale i nostri sensi ci ingannano sistematicamente, nel penultimo capitolo prende in considerazione anche le modalità sensoriali diverse dalla vista e nell’ultimo propone un proprio modello della percezione. Rispetto a Calabi è un po’ meno analitico nell’argomentazione. Ottima, anche se casuale, la mia scelta di leggere prima Calabi e poi Paternoster, perché il primo è più introduttivo e il secondo più audace.
Paternoster vuole costruire una teoria della percezione che mantenga il contatto fenomenologico diretto fra il soggetto e il mondo, che utilizzi i modelli computazionali subpersonali alla Marr e che ammetta l’esistenza di un contenuto percettivo non concettuale. Per fare questo, sostiene che ciò che vediamo è l’oggetto, anche se causalmente esso viene costruito tramite i nostri organi di senso e il cervello. Noi di fatto non vediamo la rappresentazione dell’oggetto, che si costituisce nell’elaborazione dello stimolo distale, ma l’oggetto. Faccio fatica a distinguere l’impostazione di Paternoster da quella del rappresentazionalismo causale, anche se un po’ sofisticato. Ciò che vediamo è comunque la costruzione elaborata, visto che non c’è nesso causale diretto, se non quello che passa attraverso l’elaborazione della corteccia sensoriale.
Io imposterei il problema in questo modo. Ciò che differenzia un albero da un albero percepito, come aveva già notato Aristotele e ribadito Husserl, è che il primo è e basta, mentre il secondo è all’interno di un orizzonte di possibilità. Cioè l’albero percepito ha reso attuale una delle infinite possibili percezioni che avremmo potuto avere e non solo condiziona un’infinità di possibili percezioni che potremmo avere fra un istante. Questa, per quanto inesatta, resta la migliore descrizione fenomenologia della percezione che possediamo.
A partire da quello che conosciamo delle scienze naturali, potremmo provare a costruire una spiegazione di tale fenomeno in questi termini. Nel mondo c’è un oggetto fisico, stimolo distale, fatto di atomi. Esso riflette un segnale elettromagnetico che arriva alla nostra retina, stimolo prossimale. Tale stimolo viene codificato in una serie di 0 e 1. Nella nostra corteccia visiva ci sono come degli interruttori a 3 posizioni 0,1 e 2. Stanno tutti nella posizione 2, verso la quale tendono naturalmente. La serie di 1 e 0 si scarica su questi interruttori che assumono la posizione corrispondente al bit in entrata. Cosicché noi vediamo lo stimolo distale. Possiamo complicare l’elaborazione finale, mettendo confronti con pacchetti già esistenti di bit e feedback con aree motorie del cervello, ma la cosa, dal punto di vista concettuale, cambia di poco.
Questa spiegazione possiede una lacuna fondamentale rispetto alla descrizione fenomenologia. E’ vero che gli interruttori, che rappresenterebbero l’incarnazione del soggetto, stanno nella posizione 2 e potrebbero stare nella condizione 1 o 0, ma quel “potrebbero” ha un significato puramente epistemico, cioè le leggi della fisica ci dicono che se arrivano i giusti stimoli gli interruttori passeranno nella posizione 1 o in quella 0 (per poi tornare i 2 e aspettare il nuovo stimolo). Per contro, quando percepiamo un albero, esso è investito ontologicamente di un senso di possibilità realizzate e realizzabili. Come si faccia a naturalizzare fino in fondo questo carattere della percezione per me resta un mistero.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in FILOSOFIA DELLA PSICOLOGIA, FILOSOFIA DELLA SCIENZA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...