VOLER BENE

Nelle questioni degli affetti, forse bisognerebbe distinguere fra “voler bene” ed “essere attratti o coinvolti emotivamente”. La seconda è la tensione verso la realizzazione di un desiderio abbastanza diretto, mentre la prima, pur avendo delle componenti di emotività, implica uno sforzo di comprensione dell’altro e di prescindere almeno in parte da se stessi. Capita spesso che il coinvolgimento emotivo porti con sé il voler bene, come Swann che, innamorato di Odette (nella Ricerca di Proust), fa di tutto per farle piacere pur di poter stare vicino a lei. Capita anche il contrario, cioè che una persona, la cui interiorità è importante, un po’ alla volta diventi anche emotivamente coinvolgente. Ciò malgrado si tratta di due elementi del rapporto con gli altri che dovrebbero essere ben distinti. Inutile dire che a mio avviso il voler bene ha più valore dell’essere coinvolti emotivamente, non foss’altro perché è meno effimero.

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4 commenti

Archiviato in FILOSOFIA MORALE

4 risposte a “VOLER BENE

  1. s.

    Riflettevo in questi giorni….su queste cose ma percorrendo altri sentieri.
    Ci sono persone con le quali abbiamo delle affinità o che ci risultano simpatiche o che condividono con noi progetti, ecc. o addirittura tutte e tre le cose insieme. Altre che in qualche modo siamo “incaricati” dalla vita ad amare: ad es. i figli. E altro ancora. A un certo punto mi è venuto questo pensiero: la simpatia, le affinità, le somiglianze sono degli strumenti che agevolano l’esperienza del volersi bene, ma vanno rispettati in quanto strumenti. Se si indugiasse su di essi, visto che l’esperienza di stare con persone simpatiche, dalle quali ci sentiamo compresi ecc… è sicuramente esperienza piacevole, si perderebbe la sostanza: il volersi bene. Certo a ben guardare se questi “strumenti”, queste agevolazioni che la natura ci offre fossero ben usati si potrebbero fare cose belle insieme perché da soli è sempre più difficile cambiare il mondo. L’unico problema, non da poco!, è che bisogna sempre vigilare e rispettare queste cose per quello che sono.
    D’altro canto riuscire a voler bene a chi non sentiamo simile a noi immediatamente o difficile da capire è proprio l’esperienza più autentica del volersi bene, infatti è proprio lo sforzo di desiderare il bene dell’altro altro che è diverso da noi nei modi, nel sentire, nel pensare, che ci permette di guardarlo per quello che è, e un tantino alleggerirgli l’esistenza. Ma questo ci riesce nella misura in cui facciamo esperienza che la Vita è buona e qualcuno o/e anche noi stessi vuole bene anche a noi.

  2. lilo

    Come sono vere, e sagge, queste riflessioni!

  3. sara

    L’espressione “belle le tue parole”, mi fa pensare anche che appunto sono solo parole.
    Le parole pensate o intuite se sono sincere indicano una direzione verso la quale si vuole o si sta già andando, ma per quanto mi riguarda in prima persona, quando le elaboro penso anche che ancora sono solo o soprattutto parole, se fossero realtà non avrei bisogno di dirle, parlerebbero i fatti.

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