ARISTOTELE E IL BIG BANG

Aristotele dice che il tempo non può avere un inizio, perché ciò che inizia inizia nel tempo. E allora come è possibile parlare di evento iniziale nel senso di big bang? E dove è successo questo evento, se non c’era nemmeno lo spazio? Se non ci sono lo spazio e il tempo allora non possiamo porci la domanda sul dove e sul quando, questo si risponde in cosmologia. Ma allora l’evento iniziale diventa una vera e propria creazione dal nulla, nel senso che non può avere neanche una causa spazio-temporale. Il big resta qualcosa di molto enigmatico.

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3 commenti

Archiviato in FILOSOFIA DELLA FISICA

3 risposte a “ARISTOTELE E IL BIG BANG

  1. A me piace il tempo di Agostino: il presente del passato ed il presente del futuro, al presente. Non so se, nel mio presente del passato, ci fu un big bang perchè non ne sento gli effetti. Domani, forse; ma serve ricercarlo per saperlo?

  2. Agostino nelle Confessioni risolve il problema in maniera molto simpatica, in effetti. La domanda “cosa faceva Dio prima della creazione?” è semplicemente mal posta, visto che Dio doveva ancora creare il tempo, e quindi non c’erano né un passato né un futuro di riferimento per descrivere la prevedibile noia di un creatore che non ha ancora creato nulla. Il problema è lo stesso: come immaginiamo un Dio da nessuna parte, senza un prima né un dopo?
    La mia impressione è che i nostri sensi e la nostra esperienza ci impediscono di pensare intuitivamente ad un tempo e ad uno spazio senza spazio-tempo, situazione un po’ analoga alla difficoltà che abbiamo nell’immaginarci una quarta dimensione senza ricorrere a metafore, analogie o strutture matematiche. Non che non possano esistere; semplicemente sono concetti controintuitivi.

  3. alfredo

    Ecco. Io l’ho vissuta sulla mia pelle l’esperienza del Nulla vibrante. E’ una “cosa” bellissima, sublime, concreta, assoluta e di facilissima comprensione, direi di una banalità sorprendente. Solo che quando quella cosa “infinita” è finita, tutto è ridiventato come adesso: complicato, contraddittorio, difficile da gestire e da spiegare e comunque illusorio rispetto a quel Nulla così reale e concreto.

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