DAVANTI O DIETRO ALLA BARA

Andrea Zurlini, ieri, mi sollecitava giustamente al pensiero che alberga in ognuno di noi di tirar le somme subito prima di entrare nella bara. Dobbiamo vivere, diceva, in modo che in quel momento possiamo andarcene senza rimpianti. Senza pensare cose del tipo “ho sprecato la mia esistenza”. Ho la sensazione che quel qualcosa che ci fa dire di non aver sprecato la propria esistenza non ce lo portiamo noi dentro la bara, ma sta là fuori in quelli che quella bara seguono. Io quando penso a quel giorno, mi concentro soprattutto su questo: che cosa penserà la gente che mi ha conosciuto? Attenzione, non sto parlando della fama, perché altrimenti mi viene in mente la splendida novella di Boccaccio “Ser Ciapperello” – massimamente delinquente in vita, che muore lontano da casa e si confessa in modo talmente abile, da far credere di essere un santo e diventa un’icona locale – mi riferisco invece alle persone che sono venute effettivamente in contatto con me. Quello è ciò che resta di sicuro dopo di noi.

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2 commenti

Archiviato in FILOSOFIA MORALE

2 risposte a “DAVANTI O DIETRO ALLA BARA

  1. Il personaggio boccaccesco si chiamava ser Ciappelletto.

  2. Sì è vero Ciappelletto o Cepparello! Grazie Angelo.

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