IL REVIVAL DEI POTERI CAUSALI

A partire da un articolo di Mellor del 1974 le disposizioni hanno nuovamente acquisito diritto di cittadinanza nella nostra ontologia. Non mi sono chiarito su questo punto, ma certo non credo ci possano essere argomenti a priori, come quello di Armstrong, contro l’esistenza delle disposizioni. E’ come sempre una questione empirica. Per semplicità in questa breve discussione, assumerò la classica definizione condizionale semplice: a possiede la disposizione MF se e solo se in certe condizioni M a è F. Mi interessa una sottoclasse delle disposizioni, cioè quelli che vengono chiamati poteri causali. a ha il potere causale PR se e solo se, se b è nella relazione R con a, allora Pb. Facciamo un esempio. Secondo la meccanica classica una massa M esercita su un’altra massa m una forza di attrazione lungo la congiungente fra le due masse inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza: F=-mMG/r×r. Le forze non sono osservabili. l’effetto che vediamo su m è sostanzialmente la sua accelerazione. Poniamo il caso di essere nel vuoto senza attriti e senza altre forze in gioco. Allora dobbiamo applicare la seconda legge di Newton, secondo cui F=ma, cioè m subisce un accelerazione a=F/m lungo la stessa direttirice e lo stesso verso di F. Si potrebbe allora dire, come a suo tempo fece l’allievo di Newton Cotes, che M ha il potere causale di accelerare m. In questo caso a è il corpo M, b è il corpo m, R è la relazione “distano r l’uono dall’altro” e PR è “m subisce l’accelerazione -mMG/r×r”. Interessante, sembra proprio che i poteri causali abbiano un ruolo importante nella fisica classica, come oggi tanti sostengono in filosofia della fisica e filosofia della mente in generale. Ma in che cosa è consistita, fra l’altro, la relatività generale di Einstein? Proprio nel far sparire dalla fisica classica quegli strani poteri causali. Infatti lo spaziotempo in presenza di M si deforma e quindi la traiettoria di m si modifica. Addirittura si è arrivati ad affermare (geometrodinamica) che la massa M è la deformazione dello spazio tempo. Questa sarebbe la completa sparizione del potere causale di M. Non si è arrivati a questo punto, ma affermare all’interno della relatività generale che M ha il potere causale di deformare lo spaziotempo è ontologicamente altrettanto poco praticabile. la morale di questa storia è sempre quella di Moliére nel malato immaginario in cui il medico spiega che l’oppio fa dormire perché possiede la virtus dormitiva. Cioè questi poteri causali non sembrano molto interessanti dal punto di vista ontologico.

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2 commenti

Archiviato in FILOSOFIA DELLA FISICA

2 risposte a “IL REVIVAL DEI POTERI CAUSALI

  1. Parli di concetti con cui non ho familiarità, però mi sembrano considerazione sensate. Nell’esempio che ci sottoponi M è la causa dell’accelerazione, sebbene anche m sia concausa dello stesso fenomeno in quanto dotato di massa non nulla.
    Pur nella relatività mi sembra che M possa essere considerata ancora causa dell’accelelrazione di m, anche se attraverso lo strumento della deformazione dello spazio. E’ un modo diverso di spiegare il fenomeno.
    forse le equazioni classiche si prestano meglio a questo tipo di considerazioni perchè solitamente si presentano in forma chiusa.

  2. Sì è come dici tu. In relatività generale si potrebbe ancora parlare di poteri causali mediante la deformazione dello spazio, ma certo è molto più stiracchiato che in meccanica classica.

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