BASTARDI SENZA GLORIA

Quest’anno sono proprio depresso. Non c’è un film che mi piaccia. Di solito, astutamente, aspetto il responso di amici fidati per andare al cinema e vedermi solo quelle pellicole conclamate come le migliori nel cinema parrocchiale sotto casa mia. Quesr’anno è una strage. Ho trovato Baaria retorico e scontato, Basta che funzioni di maniera, cioè nel senso di Woody Allen, A serious man un film immaturo, di due registi che hanno bisogno di fare i conti con il loro passato e incupiscono lo spettatore, anche se qualche scena è indubbiamente esilarante; preferisco Fantozzi, però. Up è pretenzioso e melanconico. Insomma una catastrofe. Anche Bastardi senza gloria mi è sembrato così e così. Azzeccata questa recensione:

“Bastardi senza gloria” non è affatto un grande film, ma il trionfo del solo comandamento al quale s’inchina il suo autore: il cinema, il cinema, ancora il cinema. E basta. (…) La spettacolarità tarantiniana non soffre certo della resistenza di inesistenti argini e confini. Si passa dai maestri tedeschi al “Sergente York”, da “Cenerentola” a Sergio Leone, dai western che scalpano alle Mata Hari che assomigliano a Marlene Dietrich, dalla commedia alla Lubitch all’ironia della parodia con strizzata d’occhio. O si accetta il meccanismo beandosi di una creatività certamente non banale o si accusa il colpo nell’irritazione di trovarsi di fronte al logorroico flusso di un’opera che resta prigioniera di un cinema integralista e fondamentalista nella sua connotazione di onnipotente autosufficienza. Tarantino assomiglia al cecchino che ha deliziato Hitler: solo nel suo fortilizio costruito con fotogrammi altrui mira all’annientamento di quanto non è contemplato dal proprio credo immaginifico che esclude qualsiasi via di fuga dall’ideologia esasperata dell’immagine in movimento. Dunque, prendere o lasciare. Personalmente, preferisco lasciare.

Di Bruzzone sul Secolo XIX. Al proposito mi vengono in mente altre due cose. A me, per avere la scarica di adrenalina durante la fruizione che poi causa il piacevole flusso di endorfine che sta alla base della catarsi di cui parla Aristotele nella Poetica – cioè provare pietà e paura – mi basta molto meno sangue. Anzi in realtà non ne ho bisogno. Le giovani generazioni, quelle che vanno soprattutto al cinema, hanno delle soglie di stimolazione troppo alte dovute a sensibilizzazione, quasi addiction direi. In secondo luogo, un matematico ebreo della generazione precedente alla mia, Nello Onesto, uno di quegli uomini di sterminata cultura e intelligenza dai quali si impara sempre qualcosa quando ci si parla, mi disse che gli ebrei non sono siciliani. E ai siciliani le persecuzioni non capiteranno mai. Perché un siciliano, se fosse toccato da un nazista, non sarebbe contento fino a quando di nazisti non ne avesse fatti fuori tre. Giustamente Tarantino fa diventare siciliani i protagonisti della presunta vendetta ebraica! Con buona pace del Primo Levi di Se non ora quando, che vuole attirare l’attenzione sulla resistenza ebraica. E anche con buona pace degli odierni antisemiti che vedono in Israele uno stato aggressore, quando di fatto è stato soprattutto la vittima di attacchi scellerati da parte di dittature sanguinarie e fondamentaliste. Gli ebrei purtroppo subiscono le persecuzioni, invece di ribellarsi. Hugo Stigliz non può essere un ebreo.

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2 commenti

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2 risposte a “BASTARDI SENZA GLORIA

  1. Non ho ancora visto il film di Tarantino, ma i suoi precedenti lavori (specie Kill Bill) mi sono sempre piaciuti. Certo è un tipo di cinema che va ponderato, prchè scade volutamente nel B-movie.
    Tre sere fa ho visto Sherlock Holmes e mi è piaciuto. Caratterizzazione dei personaggi notavolemente divrsa dao stereotipo del’investigatore inglese. Aspetterò il seguito.
    Stasera andrò a vedere Welcome. Non è una mia scelta, ma siamo stati invitati. Chissà, magari mi stupisco e mi piacerà…bah. Questo sembra tutto sommato un film impegnato.

  2. Niente Welcome.
    Però ho visto dieci inverni. Se ti capita dacci uno sguardo. Secondo me non è la solita storia d’amore che si è già vista.

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