PERCHE’ NON POSSIAMO NON DIRCI CRAXIANI

Io associo il nome di Bettino Craxi all’ennesima occasione persa dall’Italia. Negli anni Cinquanta e Sessanta il nostro Paese, grazie all’industriosità e alla fantasia dei suoi cittadini, è stato in grado di passare da un’economia arretrata a una delle grandi potenze economiche del mondo. Gli anni Settanta hanno visto esplodere le contraddizioni sociali che questo enorme aumento del reddito pro capite ha comportato. Negli anni Ottanta la scelta dei nostri governanti è stata quella di sciogliere le tensioni regalando a piene mani a tutti. E’ in quel decennio che si è creato lo straripante debito pubblico che ora ci strangola e ci impedisce di fare una politica di lungo periodo. E Craxi è stato uno di coloro che ha guidato quel socialismo dissoluto e superficiale. Le tensioni sociali indubbiamente si sono allentate nella coscienza felice di quel periodo (come l’avrebbe chiamata Marcuse). E negli anni Novanta, molto più che Di Pietro, ha potuto contro quella classe politica tipo belle epoque il crollo della Lira, che nel ’93, mi sembra, in un paio di settimane ha perso il 30% rispetto al marco. Fine della ricreazione, ragazzi. Lì forse per l’Italia c’era ancora una tenue possibilità. Romano Prodi nel ’91 pubblicava con Il Sole 24 ore Il tempo delle scelte, con sottotitolo “Non si può essere ricchi e ignoranti per più di una generazione”. Un’analisi lucida e profetica del nostro Paese: bisogna arginare la spesa pubblica, invertire la tendenza, combattere l’evasione, investire in formazione e ricerca e forse allora potremo restare fra le grandi potenze economiche di fronte alla globalizzazione. E invece noi italiani dalle ceneri di quella classe dirigente corrotta e superficiale, che però era almeno competente e bonacciona, ha tirato fuori dal cappello quella che ci ora governa. La ricerca e la formazione non interessano a nessuno, l’evasione viene legalizzata con lo scudo fiscale e altre amenità. La spesa pubblica messa fuori controllo con il secondo governo Berlusconi adesso viene calmierata dal commercialista Tremonti sulle spalle delle classi più deboli. E il paese è in profondo e verrebbe da dire irreversibile declino. Ecco Craxi è un anello fondamentale di questa catena. E tutti noi che abbiamo almeno 50 anni adesso siamo stati craxiani, cioè abbiamo usufruito di quel bengodi degli anni Ottanta, chi più chi meno. Io per esempio mi sono laureato nell’84 e abbastanza serenamente ho provato ad affrontare la carriera universitaria, tanto, pensavo, se fallisco, un qualche lavoro dovrei comunque trovarlo. Un ragazzo che si laurea oggi non può ragionare così, sarebbe un folle. Craxi, dunque, assieme ad altri, ha il merito di aver salvato l’Italia dal conflitto sociale, ma, come disse bene Altan, ai freddi anni di piombo sono seguiti i tiepidi anni di merda. Per me si può anche dedicare una via a Craxi, a me in fin dei conti è andata bene. Ma se oggi avessi trenta anni o venti andrei a defecare tutti i giorni sotto la lapide che indica il nome di quella strada.

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4 commenti

Archiviato in POLITICA, SOCIETA'

4 risposte a “PERCHE’ NON POSSIAMO NON DIRCI CRAXIANI

  1. eugenio

    c’e una differenza fra la categoria di falsa coscienza e di coscienza felice?

  2. caro professore, sono appena tornato dalla manifestazione a milano di pietro ricca, e ho ventinove anni: dunque sono nelle condizioni migliori per cagare davanti a un’eventuale via craxi.
    la mia domanda è: perché andrebbe a cagare davanti a quella via “se oggi avess[e] trenta anni o venti”? perché non cagarci davanti anche a cinquanta e sessanta? non è forse ancora più doveroso?

    grazie

    giorgio

  3. In un certo senso la coscienza felice è un tipo di falsa coscienza, in quanto gli uomini pur essendo schiavi, non si rendono conto di esserlo.

  4. Caro Giorgio,
    un po’ perché mi vergogno. Perché di quel benessere finto ho usufruito anche io, che, per quanto decurtate, avrò ancora una pensione e una liquidazione, mentre tu non avrai quasi nulla. Ancor prima di andare a cagare lì davanti, dovrei dare a te parte della mia pensione e della mia liquidazione. E non sono abbastanza santo per farlo. Però se organizzi una spedizione del genere, pur alla mia non verde età, sperando di non incriccarmi quando mi metto a chinino per defecare, vengo anche io! Fammi sapere.

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