LA METAMORFOSI DI KAFKA

Ricevo da Carlo questa interpretazione originale della Metamorfosi di Kafka.

La storia è ambientata nel contesto sociale della società industriale dei primi decenni del ‘900. La famiglia di Gregorio Samsa è un concentrato delle caratteristiche negative della piccola borghesia (culto dell’autorità, subordinata agli interessi pratici, vita chiusa e ripetitiva, assenza di valori ideali e conformismo). Il mondo del lavoro si presenta come autoritario, spietato e repressivo. È la zona grigia, quella zona dove i confini tra il “Bene” e il “Male” sono labili, di cui Primo Levi ci parla esaurientemente ne “I sommersi e i salvati”. Un individuo si sente diverso quando la comunità vuole che si senta tale egli, cioè,  si sente come il contesto culturale che lo circonda vuole che si senta. A questo mi fa pensare la “metamorfosi” di Gregorio. Egli è mite, disponibile, cerca in tutti modi di farsi ben volere ma, la sua famiglia, che può metaforicamente rappresentare la società, lo emargina e lo distrugge togliendogli l’identità fino a fargli accettare la morte. Perfino la sorella, che era l’unica a riconoscerlo, finisce per odiarlo. La madre debole, malata e lamentosa lo fa sentire in colpa per la sua triste condizione. Il padre, invece, che è responsabile del fallimento che ha determinato la cattiva condizione economica della famiglia, accetta di vivere alle spalle del figlio, ostentando debolezza e vecchiaia; dopo la metamorfosi di Gregorio riprende a lavorare e riacquista vigore assumendo un atteggiamento dispotico nei confronti della famiglia. Egli riprende il suo ruolo di potere e fin dall’inizio è il più duro nei confronti del figlio, lo bastona, gli lancia le mele e osteggia i tentativi della moglie e della figlia di assecondare le esigenze del giovane.Il padre è proprio l’esempio del piccolo borghese arrogante con i deboli, vile con i potenti, opportunista e meschino.

In conclusione, in questo racconto Kafka tratta il tema della “diversità” profondamente facendo sentire al lettore, in modo intenso e quasi fisico, il contrasto tra i sentimenti e l’aspetto mostruoso del protagonista.

L’autore è profetico per come descrive la società piccolo-borghese in cui vive, la cui cultura sarà il crogiuolo del nazismo.

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