LA VERISIMILITUDINE E IL MULTIVERSO

Nel bel libro di Smolin, L’universo senza stringhe, pubblicato da Einaudi, a p. 165 c’è un’interessante riflessione. Supponiamo che noi avessimo osservato solo il nostro pianeta. Su di esso è presente la vita così come la conosciamo. Se da queste osservazioni inducessimo che esiste solo il nostro pianeta, avremo che l’evento vita nell’universo sarebbe estremamente poco probabile. Allora alcuni potrebbero dire: dobbiamo ipotizzare che esistano molti altri pianeti simili al nostro. Un discorso analogo vale per un certo uso cosmologico del principio antropico debole. In questo universo le costanti hanno certi valori che hanno reso possibile l’evoluzione della specie uomo. Se esistesse solo questo universo, allora sarebbe estremamente poco probabile che l’uomo venisse in esistenza. Quindi devono esistere molti altri universi oltre al nostro, anche se non possiamo osservarli; il cosiddetto multiverso. Smolin dice che l’argomento è fallace. In realtà è solo parzialmente fallace. Se O è una certa evidenza osservata che può essere spiegata sia da A che da B e B rende O molto probabile, mentre A lo spiega, ma lasciandolo poco probabile, allora applicando la regola di Bayes avremo: p(B/O)=p(O/B)p(B)/p(O/B)+p(O/nonB). Ma p(O/B) è circa 1, quindi p(B/O)=p(B)/p(O/nonB). In pratica per sapere se vale B dobbiamo conoscere la sua probabilità a priori e dobbiamo conoscere la probabilità che ci sia O se non vale B. Certo, se p(O/A) è circa 0, la probabilità di A dato O è circa 0. vediamo un altro esempio. Se esiste Dio (B) come lo concepiscono i cristiani, allora la probabilità che ci sia l’uomo è 1. Se non esiste Dio, la probabilità che esista l’uomo potrebbe essere anche molto bassa. Allora, direbbero i soliti, è probabile che esista il Dio dei cristiani. Ma tutto dipende dalla probabilità a priori che esista Dio e dalla probabilità che esista l’uomo anche se non ci fosse il Dio dei cristiani. La probabilità a priori che esista Dio è una scelta soggettiva e fideistica. L’esistenza dell’uomo potrebbe essere spiegata anche dall’esistenza di JHWH, il Dio degli ebrei, o da Allah il Dio dei musulmani. Dunque non bisogna attribuire troppo peso induttivo a quella che i logici chiamano likelihood e che viene tradotta con il termine verisimilitudine, cioè p(O/A).

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