LETTERA APERTA AI RICERCATORI UNIVERSITARI A TEMPO INDETERMINATO

Carissimi ricercatori a tempo indeterminato,
avete un’occasione storica. Questo Governo con la legge 133 del 2008 ha dato un colpo di scure al sistema universitario che sta provocando danni immensi. L’Università italiana, come tutti sappiamo, usa le risosrse che riceve in modo inadeguato. C’era senz’altro bisogno di riformare molte cose, ma certo non c’era bisogno di tagliare fondi, mentre tutti gli altri paesi dell’OCSE aumentano gli investimenti nella formazione e nella ricerca.
Solo voi avete una carta in mano che può sparigliare il tavolo di gioco. Per un contorto percorso del legislatore non siete obbligati a fare lezione, mentre di fatto tutti gli atenei italiani si sostengono anche sul vostro lavoro volontario. Se voi decidete di non insegnare, il sistema si ferma.
Attenzione però a non usare questa carta per motivi corporativi, chiedendo canali privilegiati di progressione di carriera di qualsiasi tipo o sollevando il problema che il vostro ruolo diventerà a esaurimento. Un buon sistema universitario si regge anche su una percentuale di posizioni non di ruolo. Molti di noi hanno passato anni di non ruolo senza che questa loro situazione venisse riconosciuta contrattualmente. C’è invece bisogno di questo inquadramento a tempo determinato.

Ho letto con molta attenzione i documenti prodotti dai ricercatori a livello periferico e centrale. C’è un punto decisivo del disegno di legge Gelmini che va modificato, altrimenti le vostre possibilità di carriera rischiano di essere fortemente limitate. E’ vero infatti che, se la legge resta così come è, tra coloro che hanno ottenuto l’idoneità di seconda fascia gli atenei tenderanno a chiamare soprattutto i ricercatori a tempo determinato, perché altrimenti li perdono. E’ quindi necessario che per ogni ateneo ci sia un vincolo sulle chiamate – almeno il 50% – ai ricercatori a tempo indeterminato, per evitare questa conseguenza.
Usate quindi la vostra carta per ottenere questo. Ma soprattutto uutilizzatela per ottenere che il Governo faccia marcia indietro sui tagli al sistema universitario italiano.

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2 commenti

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2 risposte a “LETTERA APERTA AI RICERCATORI UNIVERSITARI A TEMPO INDETERMINATO

  1. mario alai

    Come ricercatore a tempo indeterminato sottoscrivo.
    Le percentuali vincolate sono di per se’ sempre antipatiche e in un certo senso intrinsecamente ingiuste: idealmente il passaggio alla seconda fascia dovrebbe esser garantito ai migliori (tenuto conto anche dei servizi prestati, magari per molti anni, e della loro qualità!) indipendentemente da ogni altra considerazione. Ma dato che di fatto il merito è spesso l’ultimo dei criteri nel reclutamento delle università italiane, temo che una riserva di almeno il 50% in concreto sia necessaria per evitare peggiori ingiustizie

  2. giorgio

    caro Vincenzo,
    io che prima di ordinario sono stato ricercatore e tutt’ora mi sento tale, non posso che condividere il tuo scritto.
    Ciao Giorgio

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