ANNA E LE SUE SORELLE

Dopo aver quasi raggiunto la ragguardevole età di 50 anni, mi è capitato di ripensare a una gag di un film di Woody Allen, cioè “Anna e le sue sorelle”. Una giovane donna, fidanzata con l’anziano professore Max von Sydow, torna a casa dopo averlo tradito e chiede al compagno che cosa aveva fatto. Lui risponde che aveva visto un talk show dove alcuni studiosi si chiedevano come mai l’uomo fosse stato in grado di commettere un’atrocità come lo sterminio nei campi di concentramento degli ebrei. E von Sydow aggiungeva che era una domanda sbagliata; piuttosto quella corretta era della forma: “Data la natura umana, come mai nella storia tale orrore si è verificato così poco?”. E’ chiaro che la giovane donna si mette a sbuffare di fornte alla pesantezza del fidanzato, tanto più che è schiacciata dal senso di colpa. Allora questa situazione mi faceva ridere e tante volte ho raccontato la scena per divertire un amico. In realtà ora mi sembra che la battuta di von Sydow non faccia tanto ridere, perché quello che dice è vero. Mi sono infatti reso conto di come la maggior parte delle persone, a causa della poca conoscenza di sé, si comporti in modo meschino, egoista e abbietto, senza neanche rendersene conto. Poi ci sono anche i grandi malavgi, che fanno il male consapevolmente, ma quelli sono pochi ed è facile individuarli. Il problema vero è la massa di persone che purtroppo viene portata a ragionare e agire da servi dalla poca fiducia in se stessi e dalla paura. Sono questi la vera grande massa di manovra dei totalitarismi di ogni tipo.

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4 commenti

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4 risposte a “ANNA E LE SUE SORELLE

  1. alfredo

    La “natura” dell’essere umano non ha niente a che vedere con la “natura” di questo mondo. Nessuno, infatti, si sognerebbe mai di denunciare di omicidio o di strage un uragano o un terremoto, quando, con la loro violenza devastano interi centri abitati.

  2. Già, ma così si vuole spiegare che l’essere umano, come integrato nella natura, non sarebbe responsabile dei danni che compie.
    A mio parere, la questione risiede esclusivamente nel fatto che la persona umana – che ha coscienza degli efetti di ciò che fa – sa, può e deve assumersi la responsabilità degli atti che porta a termine e rispondere dei danni compiuti sull’ordine delle cose che si trovano nell’area della sua disponibilità.
    E’ quindi vera e faccio mia la conclusione di Vincenzo:
    “Il problema vero è la massa di persone che purtroppo viene portata a ragionare e agire da servi dalla poca fiducia in se stessi e dalla paura. Sono questi la vera grande massa di manovra dei totalitarismi di ogni tipo”.

    • alfredo

      Per sapere se l’uomo sia o meno responsabile di ciò che fa, dovrebbe come minimo conoscere la sua origine ed il suo destino. E poi quale sia il suo scopo qui.

  3. Pesantino mezzo secolo eh? Consolati che lo festeggiamo vicini sia il mio che il tuo! Un abbraccio dal Messico (ancora per poco) !!

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