EFFETTO CONFORMISMO

C’è un esperimento di psicologia sociale piuttosto inquietante. Si prende un povero malcapitato e gli si mostra un cortometraggio assieme ad altre cinque o sei persone che sono d’accordo con lo sperimentatore. Alla fine si pone una domanda sul contenuto del cortometraggio, che non sia del tutto evidente, ma neanche troppo difficile. A questo punto i cinque soggetti affermano con convinzione il contrario dell’evidenza. Il malcapitato, allora, in una percentuale di casi molto alta, pur essendo convinto del contrario, si accoda pedissequamente a quello che afferma la maggioranza.
Mi capita molte volte di avere un’opinione che è molto diversa da quella della maggioranza dei presenti e non mi capacito che gli altri non vedano le ragioni che mi fanno propendere per quel punto di vista. Di solito non mi comporto come il tizio dell’esperimento e affermo con vigore la mia tesi. In generale serve a poco, nessuno cambia idea e alcuni replicano irosamente o con sufficienza. Adesso, più spesso, mi tengo le mie idee per me. A volte, però penso anche che potrei essere come quel tizio che viaggiando in controsenso in autostrada accende la radio e sente il notiziario in cui dicono che un pazzo sta correndo sull’autostrada nel senso sbagliato, ed esclama: “Come uno, ce ne è una fila enorme!”

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3 commenti

Archiviato in SOCIETA'

3 risposte a “EFFETTO CONFORMISMO

  1. Penso che buona parte della nostra società, passata, present e futura, si basi sul conformismo insito nel nostro comportamento.

  2. alfredo

    Vai tranquillo, Vincenzo, sei tu che stai nel senso di marcia giusto: non ti curar di lor, ma guarda e passa…

    • efrem

      “non ti curar di lor”: è impossibile. Sono la maggioranza e rispettano un senso di marcia opposto al mio. “Guarda”: certo, non posso davvero evitarlo. “Passa”: sarà complicato, più o meno come procedere contro corrente con un vento sostenuto. C’è inoltre da chiedersi, a mettersi nei panni di chi si muove contro corrente (concretamente o per metafora), quale sia l’obiettivo: se deve (letteralmente, o per metafora …) ritornare in patria, dove l’attendono gli anziani genitori, la sposa e i figli amati, egli desidera o sente il dovere di raccogliere le forze e affrontare il rischio. Ma è una fatica tale che, se l’obiettivo non lo meriti, non credo valga la pena d’essere affrontata. Né si può escludere, s’intende, la possibilità – di solito minimizzata – che chi si muove contro corrente abbia torto marcio …

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