ELOGIO DELLA RABBIA

Talvolta penso che è meglio essere un po’ arrabbiati piuttosto che indifferenti. Certo se il nostro cuore è talmente pieno di odio da esprimere invidia, cioè da desiderare il male di chi sta meglio di noi o addirittura da agire per ottenere questo male, allora la rabbia va moderata. Ma poco mi interessa l’atarassia spesso auspicata da filosofi ipocriti. Un po’ di rabbia può essere un buon punto di partenza per i nostri nuovi progetti.

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5 commenti

Archiviato in FILOSOFIA MORALE

5 risposte a “ELOGIO DELLA RABBIA

  1. alfredo

    E molto meglio se non vi arrabbiate. Estate calmi.

  2. karagounis78

    Concordo che un po’ di rabbia possa aiutare a dare la carica, sia uno sprone a far meglio.
    Dipende molto anche dalla causa della rabbia.

    Sai che mi sto inoltrando nella filosofia del Tao e, seppur non ne abbia ancora letto esplicitamente, penso che Lao Tzu consigli di evitare la rabbia, così come altre emozioni troppo forti. Questo nell’ottica di una morigeratezza dettata dalla consapevolezza che le fila del mondo sono tirate dal Tao, e restano inconoscibili per noi.
    Inutile arrabbiarsi, il Tao dà, il Tao toglie potremmo dire. Prendersela specie per cause legate al mondo fisico è erroneo, perchè quel mondo è fallace, trae in errore.

  3. efrem

    E che diamine sarebbe questa “rabbia moderata”? A me pare che se sono arrabbiato non posso essere moderato, mentre se sono moderato non mi arrabbio, ma lascio spazio alla riflessione. A me pare che la riflessione non sia tanto compatibile con la rabbia nel momento in cui la rabbia è presente in me. Posso però riflettere su una mia arrabbiatura passata, guardandola, per così dire, in distanza. O anche posso riflettere prevedendo una mia arrabbiatura futura, magari per prevenirne le cause. Ma non mi pare che io possa ragionare o riflettere nell’esatto momento in cui sono arrabbiato. E se proprio mi arrabbio, allora mi dispiace, ma trovo davvero assurdo esprimere la mia rabbia … con moderazione. Questo sì che sarebbe veramente un comportamento da ipocrita, da dissimulatore. D’altra parte, se mi arrabbio, e la rabbia è rabbia, allora emergono i miei desideri più aggressivi, e dunque la tua morte (solitamente in senso traslato …), la mia vita. Non c’è da negarlo. Secondo me c’è il tempo della rabbia e c’è il tempo della riflessione e della progettazione ragionevole. Nessun progetto può avere fondamenta sane a partire dalla rabbia. Secondo me …

  4. Silvio Bozzi

    Arrabbiati con gli amici, indifferenti con i nemici; l’indifferenza è maggiormente soddisfatta se i nemici sono morti.

  5. Io penso che la rabbia debba essere conosciuta,si debba cioè imperare su di essa, inizialmente. Conoscendone le origini ed interrogadosi sulle motivazioni che l’hanno scatruita si arriverà a scoprire se essa è effettivamente provocata da un asituazione in cui sia giusto scaturirla oppure la nostra levatura morale raggiunta dalla sua analisi ci suggerusce di ricercare in altri fattori la sua origine o la sua reale direzione.A mio avviso la rabbia viene molto spesso ”sporcata” dalla nosttra mancanza di coraggio,di forza,quante volte ad esempio subiamo angherie da individui ai quali non siamo in grado di reagire ed appena ci troviamo in presenza di qualcuno che magari abbia un carattere meno forte del nostro sfoghiamo tutto il sentimento?Questo è s0lo un esempio.Le occasioni sono svariate.Concludendo la sola rabbia he deve essere lasciata libera è quella che abbiamo percepita giusta,per tutte le altre sicuramente ci sranno altre spiegazioni.

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