IL CERVELLO DELLE DONNE

Passando dalla stazione di Rimini, tutta rinnovata, sono entrato in una bella libreria. Mi è caduto l’occhio su un volume dal titolo “Il cervello delle donne” di Louann Brizendine, BUR.. D’acchito pensavo che fosse un quaderno per gli appunti tutto in bianco! A parte gli scherzi, il libro è scritto da una neuropsicologa americana in modo semplice e divertente. In alcune parti sono presenti delle semplificazioni tali, che sembrano quasi degli errori e a volte è un po’ superficiale. Ciò malgrado la tesi dell’autrice sembra molto ragionevole: a causa della differenza di concentrazione di alcune sostanze chiave, dal testosterone agli estrogeni, dal progesterone all’ossitocina, l’emotività degli uomini e delle donne, in media, è molto diversa. Sono cresciuto in una generazione per cui “Il secondo sesso” di Simone de Bouvoir era una Bibbia: e la scrittrice francese sosteneva con forza che non esistono differenze biologiche importanti fra uomini e donne. Invece la bambina piccola istaura un rapporto comunicativo con la madre molto intenso nei primi anni di vita, cosa che capita meno al maschietto (“non danno retta”) e così impara a leggere le emozioni altrui in un modo molto più efficiente. Questo perché il suo cervello è inondato di estrogeni. Ci sarebbe convergenza fra dati psicologici e biochimici. A questo effetto s’aggiunge, come notava ad esempio Golemann in “L’intelligenza emotiva”, il fatto che i genitori parlano molto di più con la bambina. Da qui potrebbe derivare il fatto che molte donne restano soggiogate da un uomo che non esprime emotività. Fanno di tutto per attirare la sua attenzione e la sua approvazione. Altri esperimenti mostrano che le capacità logico-matematiche dei bambini e delle bambine fino alla pubertà sono circa equivalenti (ammesso che si possano misurare), mentre l’ondata di estrogeni che invade il cervello femminile farebbe loro perdere molto interesse per questo tipo di discipline. C’è però da dire, aggiungerei io, che il maschietto in media non riesce a stare seduto per più di cinque minuti; per cui, anche se più dotato, non applicandosi, ottiene risultati pessimi. Sembra poi che gli uomini in media pensano al sesso anche centinaia di volte al giorno, mentre alle donne, nei giorni più intensi, capita tre o quattro volte. Questo, secondo Brizendine, dipenderebbe dalla quantità di testosterone, che per gli uomini è molto più alta. Nel libro ci sono molte altre amenità, dall’orgasmo femminile, al cervello materno, dagli effetti della menopausa alla donna oltre i cinquanta che a volte ritrova finalmente se stessa. Vale la pena darci un’occhiata, perché, senza sostenere il cosiddetto “determinismo biologico”, resta il fatto che conoscere meglio la nostra biologia ci aiuta a progettare il futuro.

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