INFRANGERE UNA PROMESSA

Quando qualcuno/a non mantiene una promessa non può appellarsi al fatto che le condizioni sue (interne) o quelle esterne siano cambiate, perché lui/lei sapeva già, al momento di promettere, che questo sarebbe potuto succedere. Solo chi ha ricevuto la promessa può scioglierla. Detto questo, mi sembra che l’errore sia soprattutto nel promettere: chi promette e poi non mantiene o sapeva già che non avrebbe rispettato l’impegno, e allora si è comportato da bugiardo, oppure non lo sapeva, e allora ha disubbidito al più importante dei comandamenti della morale, cioè “conosci te stesso”.

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4 commenti

Archiviato in FILOSOFIA MORALE

4 risposte a “INFRANGERE UNA PROMESSA

  1. Non concordo.
    Posso promettere ed impegnarmi a mantenere la promessa, ma successivamente trovarmi di fronte a mutate condizioni a contorno che mi spingono ad infrangere il patto. Ovvio che la scelta di rompere la promessa è sempre volontaria, la colpa ricade su di noi e non si può girarla sull’ambiente circostante.
    Conoscendomi di sicuro so quali sono le situazioni che possono portarmi a dover sciogliere il patto, ma di sicuro non posso sapere se quelle situazioni si presenteranno.

  2. Ma allora come fai a promettere? Lo sapevi anche prima che le condizioni avrebbero potuto mutare!

  3. filippo.neri@alice.it

    In effetti, non bisognerebbe mai formulare una promessa nel senso assoluto del dover essere o del dover fare (“Io sarò buono” quindi “dovrò esserlo”, oppure “io farò questo o quello” quindi “dovrò farlo”). Piuttosto, bisognerebbe formularla nel senso del provare ad essere o a fare: “io prometto che proverò ad essere …/ che proverò a fare…”. Ciò mi impegna, perché sono tenuto (l’ho promesso!!!) a cimentarmi in qualche cosa di (evidentemente) non banale né ovvio, tale da richiedere tutta la mia attenzione o, comunque, una attenzione maggiore del solito. Ma non è detto che io ci riesca. E il riuscirci, in effetti, non faceva parte della promessa. Forse, in tal modo, è possibile salvare le promesse, nella consapevolezza dei propri limiti fisici, psicologici, culturali.

  4. Questa osservazione di Filippo è illuminante!

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