CHI SIAMO

Nel 2007, il periodico Panorama vendeva in edicola “Chi siamo” di Luca e Francesco Cavalli Sforza, un libro divulgativo del 1993, che ho trovato di straordinaria ricchezza intellettuale. Leggendolo, ho imparato tantissime cose che qui riassumo, molte dovute alla splendida interdisciplinarità dell’approccio. Homo sapiens sapiens nasce in Africa circa 100.000 anni fa e fino a 10.000 anni fa viveva solo di caccia e raccolta. Studiare i Pigmei, uno degli ultimi popoli sopravvissuti che hanno quello stile di vita, ci fa capire come abbiamo vissuto fino a circa 10.000 anni orsono, quando abbiamo cominciato a coltivare e allevare. In questi ultimi 10.000 anni la popolazione è aumentata di 1000 volte. Questo mi fa pensare. Quando usiamo con valore normativo la parola “natura” e quando parliamo di “disagio della civiltà”, probabilmente ci riferiamo a questo passaggio. Negli ultimi 90.000 anni il nostro patrimonio genetico non si è modificato in modo sostanziale, per cui caccia e raccolta, che hanno dominato per 90.000 anni e in parte anche prima, negli altri tipi di homo sapiens, cioè quello di Neanderthal, e addirittura nell’homo abilis e nell’homo erectus, quindi fino a circa 2 milioni di anni fa, hanno avuto un lungo periodo di armonizzazione all’ambiente. Certo in 2 milioni di anni gli ambienti sia dal punto di vista geografico che storico non sono stati sempre gli stessi, però nella caccia e nella raccolta in effetti c’è qualcosa di molto armonioso. Mi spiego così perché tanti trovano svago nella caccia e pesca sportiva, anche se non finalizzata al consumo. Nella raccolta di funghi, tartufi e altri prodotti del bosco. E’ probabile che la nostra struttura pscico-fisiologica trovi confortevole quel tipo di vita. E perché è così piacevole andare al ristorante? Non è forse una forma di raccogliere? E in generale gli sport, dal calcio al golf, hanno tutti una struttura che ricorda quella della caccia. Cavalli-Sforza sottolinea come è gradevole la vita da cacciatori-raccoglitori. E allora viene da chiedersi perché l’abbiamo abbandonata. Probabilmente un eccesso di popolazione da sfamare, nonostante che i cacciatori-raccoglitori siano meno prolifici degli agricoltori. E poi sembra che, come al solito, sia stata colpa delle donne! Erano loro che si occupavano di raccogliere e, un po’ alla volta, probabilmente, hanno trasformato il raccogliere in coltivare.
Per datare un fossile, oltre al classico metodo del Carbonio 14 e quello basato sugli anelli degli alberi, dendrocronologia, ora si può usare “l’orologio molecolare”. In pratica si può misurare la distanza evolutiva fra due specie misurando il numero di differenze fra proteine comuni, come l’emoglobina. Fra l’uomo e il gorilla è quasi uguale, ci sono 19 differenze con il maiale e 26 con il coniglio. Però l’orologio molecolare ti dà la distanza temporale, di certo non ti dice chi viene prima. Bisogna incrociare i dati con altre osservazioni.
Già gli scimpanzé sono in grado di prendere un bastoncino e utilizzarlo per svuotare un termitaio. Non credo però che ci siano casi fra i primati non umani di messa a punto di uno strumento, come la preparazione di una lancia con la punta di ossidiana. L’homo sapiens sapiens si caratterizza per la capacità di mettere a punto strumenti molto accurati, forse con l’uso di altri strumenti, aggiungerei io.
Per CF due individui sono della stessa specie se sono in grado di generare prole feconda.
Poi c’è la famosa questione battezzata “Eva africana”. I mitocondri contengono del materiale genetico che serve per riprodursi all’interno della stessa cellula. Il DNA mitocondriale si trasmette solo per via materna. Analizzando la diversità nucleotidica del DNA mitocondriale di 182 individui diversi da tutti i paesi del mondo si è giunti a costruire una sorta di albero genealogico, che di nuovo porta in Africa, per gli individui più antichi.
Perché in un paesino di montagna spesso i cognomi sono tutti uguali? I cognomi, se non ne venissero coniati di nuovi, tenderebbero naturalmente a diminuire, poiché le femmine non li trasmettono. Lo stesso vale per il DNA mitocondriale che si trasmette solo per via matrilineare. Per stabilire quale sia il DNA mitocondriale dell’Eva africana si procede a un calcolo delle differenze tipo quello dell’orologio molecolare. Più due individui sono diversi, più il loro antenato comune è antico. Le differenze più grandi sono nel DNA mitocondriale degli africani.
CF propone un’interessante analogia strutturale fra le ricerche sulla storia del DNA, che viene copiato di generazione in generazione con alcuni errori e la stemmatica, cioè la scienza di ricostruzione della storia della copiatura dei codici (pp. 122ss.)
Alcuni geni recessivi, come quello della talassemia, se presenti in entrambi i cromosomi danno origine a una malattia gravissima, se presenti solo in uno, invece, rendono i loro portatori più resistenti alla malaria, per cui possono sopravvivere alla deriva genetica, soprattutto in zone malariche. Il gene umano è di tre miliardi di nucleotidi e l’errore nella copiatura è di 1 su duecento milioni.
La fitness darwiniana o vitalità, come traduce CF, è la capacità di sopravvivere fino all’età in cui si è capaci di riprodurre figli. I malati di corea di Huntington, ad esempio, iniziano il decorso della loro tragica malattia dopo i 40 anni, per cui sono perfettamente in grado di riprodursi prima. Per cui la loro fitness non è tanto bassa.
Trilussa: la statistica è quella scienza per cui se tu mangi un pollo e io no, abbiamo mangiato, in media, mezzo pollo a testa.
Nell’evoluzione agiscono tre fattori: la mutazione, la selezione e il caso (deriva genetica).
I geni che consentono il risparmio alimentare, utilissimi fra i cacciatori-raccoglitori, che spesso non mangiavano per giorni, diventano fattori di obesità nel nostro mondo, e quindi svantaggiosi.
Il colore chiaro della pelle dei nordici dipende dal fatto che il colore scuro impedisce ai raggi ultravioletti utili per fissare il calcio di passare. Per questo al nord sono di più gli adulti in grado di digerire il lattosio, sempre per il problema del calcio. Gli eschimesi, invece, hanno la pelle scura, perché prendono il calcio dal pesce.
Troppo poca attenzione alla selezione sessuale, che c’entra poco con la sopravvivenza, a mio parere.
Gli studi di Mooto Kimura sul caso nell’evoluzione. Non solo la sopravvivenza del più adatto, ma anche quella del più fortunato.
Rh positivo vuol dire non essere intolleranti a una certa sostanza chiamata appunto rhesus. I baschi sono in media molto più Rh negativo degli altri popoli d’Europa, per cui è possibile che essi siano un residuo di una popolazione precedente europea all’arrivo di un’ondata di indoeuropei dall’Asia. Sono rimasti in zone lontane dai punti di partenza degli indoeuropei e montagnose. L’uomo di Cro-Magnon è di quel tipo. Probabilmente discendono da lui.
I caratteri esterni, come il colore della pelle, la forma del viso e del corpo, sono molto influenzati dalla selezione dovuta al clima. Pochi caratteri di rilevanza superficiale. Per il resto il patrimonio genetico degli uomini è più o meno sempre lo stesso.

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