GLI EVITATORI DI DENNETT

Daniel Dennett nel suo “Freedom evolves” propone il seguente argomento nel secondo capitolo:
1. In un mondo determinista si possono costituire esseri in grado di evitare pericoli.
2. Se qualcosa viene evitata, allora qualcosa è evitabile.
3. Dunque in un mondo determinista ci sono cose evitabili.
La conclusione vorrebbe essere una confutazione della tesi secondo cui in un mondo dominato dal determinismo tutto è inevitabile.
La premessa è ragionevole, nel senso che da combinazioni casuali possono saltare fuori configurazioni che si preservano e che tendono a evitare possibili cause di disgregazione. Alla lunga è chiaro che tali configurazioni saranno più frequenti di altre, soprattutto se hanno la capacità di riprodursi. Su questo è basata la teoria darwiniana dell’evoluzione. Il punto 2. è un teorema di ogni sistema modale e il punto 3. è una semplice deduzione logica. Sembrerebbe quindi che l’argomento di Dennett fosse valido. Certamente è valido, però quando si afferma che in un mondo dominato dal determinismo non si può evitare qualcosa, si intende l’affermazione in senso diverso. E’ chiaro che gli evitatori “avoiders” che si possono formare in quel mondo, certo evitano dei pericoli, ma se volessero non potrebbero suicidarsi! Cioè sono costretti a evitarli. Dunque questo ragionamento mi sembra un po’ un gioco di parole.

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4 commenti

Archiviato in FILOSOFIA DELLA SCIENZA, FILOSOFIA MORALE

4 risposte a “GLI EVITATORI DI DENNETT

  1. Davide

    Gentile professore, ho un dubbio sulla prima premessa: siamo sicuri che sia vera? Non riesco a convincermi che in un mondo determinista si possono costituire esseri in grado di evitare pericoli; insomma, non intuisco il nesso tra determinismo e infinità di combinazioni (che mi paiono piuttosto agli antipodi).

  2. Dennett mostra tramite il gioco della vita di Conway http://it.wikipedia.org/wiki/Gioco_Life_di_Conway che in modo del tutto casuale si possono selezionare configurazioni che evitano i pericoli. Certo è un senso deterministico di evitare.

  3. Davide

    Passi pure che tramite un gioco le cui regole sono convenzionali si possa dimostrare che — universalmente — «in modo del tutto casuale si possono selezionare configurazioni che evitano i pericoli», ma continuo a non capire il nesso col determinismo. E che significa che è «un senso determinisitco di evitare»? La ringrazio anticipatamente.

  4. rc

    Credo che il problema sia davvero nascosto nel “gioco di parole” della prima premessa, se dovessi proporre quest’alternativa: “In un mondo determinista si possono costituire esseri in grado di evitare pericoli e di non evitare la salvezza”, questa rivisitazione potrebbe essere accettata senza paricolari problemi (forse). Ma così presentata a me sembra una verità analitica, tant’è vero che se dovessi costruire un argomento simile quello proposto da Dennett:
    P1. In una competizione sportiva possono esserci atleti in grado di evitare ostacoli;
    P2. Se qualcosa viene evitata, allora qualcosa è evitabile;
    C. Dunque in una competizione atletica ci sono cose evitabili.
    Il grado di “informatività” di tale argomento lascerebbe alquanto perplessi…

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