L’EGOISMO DEI RICCHI E L’ALTRUISMO DEI POVER

Bologna, come la maggior parte delle città italiane, ha un sistema di ciclabili assai carente, per cui uno come me, che gira sempre in bicicletta, rischia continuamente la vita. Ci sono però ampi portici, ma quelli sono solo per i pedoni. Non si potrebbe, almeno in alcuni casi, dedicare una parte del portico a ciclabile? Comunque, soprattutto quando piove, ma anche altre volte, giro sotto i portici lo stesso, contravvenendo le regole, magari procedendo a un’andatura lenta. Questo però non mi evita che eleganti signore attempate e imbellettate mi lancino sguardi torvi e talvolta coloriti insulti. Pochi giorni fa, però, avevo una certa fretta e quindi procedevo sotto il portico ad andatura sostenuta e sono finito malamente contro una signora pakistana modestamente vestita, facendole cadere il sacco della spesa. La signora mi ha prontamente chiesto scusa! Nonostante avesse ragione lei. Mi sono vergognato come un ladro. La morale che ne ho tratto è che chi è benestante diventa spesso arido ed egoista. In effetti su Economist della fine di luglio ho letto di un interessante esperimento di uno psicologo, Piff, che mostra come persone che si autodefiniscono benestanti sono meno disposte a condividere parte dei loro benefici, rispetto a persone che si ritengono meno abbienti. La conclusione di Piff è di carattere evoluzionistico: l’uomo sarebbe dotato di un carattere altruista che è utile fra persone in stato di deficit, ma non serve quando si è nell’abbondanza. Può anche essere, però mi ha colpito un aspetto dell’esperimento: se si favorisce uno stato empatico al benestante, mostrandogli persone che hanno bisogno, dopo aumenta la sua solidarietà. Una parziale spiegazione del fenomeno potrebbe quindi essere che il benestante ha “dimenticato” come si sta quando si è in uno stato di povertà.

Annunci

1 Commento

Archiviato in FILOSOFIA MORALE, SOCIETA'

Una risposta a “L’EGOISMO DEI RICCHI E L’ALTRUISMO DEI POVER

  1. efrem

    Che i poveri siano tendenzialmente più inclini alla condivisione è cosa notissima. Solo chi ha proprietà di rilievo non ha alcun interesse a lasciarne partecipare altri (se non a pagamento). Chi non ha nulla, o ha molto poco, ha invece un più giustificato interesse alla “messa in comune” dei (pochi) beni. Riguardo però all’episodio della signora proveniente dal Pakistan, ho paura che la spiegazione sia diversa, e che abbia a che fare non tanto con la “naturale” benevolenza dei poveri, quanto con il fatto che la signora probabilmente non sapeva che percorrere in bicicletta gli spazi pedonali è solitamente proibito, e anche con il fatto – “aggravante” – che, essendo straniera e dunque insicura dell’ospite, specie in tempi di risorgente diffidenza verso l’extracomunitario, ha preferito “difendersi” con un gentile “mi scusi”, piuttosto che ricorrere, con la proterva sicumera delle imbellettate benestanti bolognesi, all’insulto, certo sgradito e maleducato, ma anche – senza dubbio – “impunito” perché – di fatto – tutelato da una norma.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...