LEOPARDI E LA SCIENZA

Leopardi, Zibaldone pp. 1464-1465 dell’autografo, 7 agosto 1821, nota che l’uomo è così fatto da provare più piacere per una cosa piccola di cui non conosce i limiti, rispetto a una grande che invece è ben delimitata. La scienza stabilisce i limiti delle cose, per cui essa distrugge i piaceri. Il giovane Leopardi illuminista qui sembra distruggere l’Illuminismo stesso. Che l’argomento sia sbagliato lo prova il grande piacere che da sempre è testimoniato da tutti quelli che praticano la conoscenza. L’errore del poeta, a mio avviso, sta nel pensare che la scienza delimiti. O meglio, in un certo senso è vero. Cioè il pensare scientifico è basato quasi sempre o forse sempre sull’assunzione che esistano degli atomi, cioè su un qualche principio di individuazione. Tuttavia, il piacere che si prova sta proprio nel fatto che quando si azzecca il tipo di atomo giusto, si apre uno sterminato mare di conoscenze possibili, che prima era precluso. Ovvero il procedere scientifico, apre nuove possibilità indeterminate proprio ponendo dei limiti.

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2 commenti

Archiviato in FILOSOFIA DELLA SCIENZA

2 risposte a “LEOPARDI E LA SCIENZA

  1. Leardo Botti

    Caro Enzo,
    vedo solo ora (sto cercando il tuo indirizzo di posta elettronica) questo blog. Lo leggerò con interesse. Giuste le tue osservazioni sullo Zibaldone (testo che amo molto e che continuo a leggere; nel corso del tempo Leopardi il pensiero di Leopardi si sviluppa e cambia, su quasi tutti gli argomenti). Non mi capiterà più, ma ho scritto un papero su alcuni passi dello Zib.; ma non in relazione alla scienza, bensì – tanto per cambiare – all’oggetto intenzionale e alle sue modalità di costituzione (la teoria del doppio oggetto, Zib 4418, se non sbaglio).

  2. Se si chiudono le porte alla trascendenza, “il procedere scientifico apre nuove possibilità indeterminate proprio ponendo dei limiti“; se, invece le si aprono le porte occorre riconoscere che è la scienza che mette limiti alla conoscenza. Alla conoscenza si aggiunge: nulla si toglie è il sottotitolo de’ Il Progetto di Vita che un libro che prossimamente pubblicherò.
    Sono convinto che, ai tempi nostri, si faccia un po’ di confusione tra i rapporti scienza/conoscenza, da una parte, e ricercare/pensare, dall’altra.

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