L’ALTRO NON E’ PIU’ UN INTERLOCUTORE

Sento l’esigenza di pormi questa domanda: può qualcuno non essere più un interlocutore? Cerchiamo di delimitare il problema. Mi riferisco alla relazione fra due persone, come caso studio più semplice. Con il termine “ascoltare” intendo “rispondere a un racconto dell’altro che esprime un disagio con una parola di conforto, oppure reagire a un racconto che narra una gioia con una parola che notifica la propria partecipazione alla felicità dell’altro”. Con “raccontarsi” mi riferisco appunto al “rendere partecipe qualcun’altro della propria gioia o dolore con le parole”. Con “dialogo affettivo” intendo una relazione fra due persone che comporti l’ascolto e il raccontarsi. Si può definire anche il “comunicare“, cioè trasmettere all’altro informazioni mediante un codice noto, usando un canale efficace e, viceversa, “recepire“, cioè ricevere tali informazioni. Il dialogo informativo può essere efficace, cioè dare origine a una modificazione delle opinioni dell’altro. Il dialogo poi può essere fattivo, cioè dare origine a una modifcazione dei comportamenti dell’altro. Il dialogo affettivo è sempre efficace. Se il dialogo fra due persone si limita solo alle informazioni sarà un dialogo informativo, altrimenti affettivo. Immaginiamo una situazione in cui due persone, per amicizia, per amore, per condivisione di un ideale, per collaborazione, instaurino un dialogo affettivo. Tale dialogo si può interrompere per diverse ragioni: 1. Impossibilità fisica; 2. uno dei due dialoganti si nega a seguito soprattutto di un suo percorso interiore in cui le azioni dell’altro giocano un ruolo secondario; 3. uno dei due dialoganti si nega perché si sente ferito dall’altro; 4. entrambi decidono consenzienti di interrompere il dialogo. Dobbiamo poi distinguere due situazioni diverse: A. quella in cui i due sono costretti comunque a interagire – hanno un figlio in comune, lavorano nello stesso luogo ecc. – e B. non sono costretti. La domanda è quinidi: fra due persone che hanno avuto un dialogo affettivo e che devono comunque interagire è moralmente lecito che uno dei due decida di interrompere il dialogo? Risponderei così: il dialogo affettivo, se non ci sono impegni pregressi o se l’altro ha violato tali impegni, può essere interrotto. Se si è praticamente sicuri che il dialogo informativo non sarebbe efficace in un senso che riteniamo utile, anch’esso può essere interrotto. Invece, se vi è stata una promessa, il dialogo affettivo non può essere interrotto. Se si ha ragione di credere che il proprio comunicare o recepire può portare a modificare le opinioni dell’altro utilmente in una situazione in cui si è costretti a interagire, allora è necessario dialogare, almeno sul piano informativo. Cosa si può dire del dialogo informativo fattivo? Penso che sia necessario mantenerlo solo se questa fattività, per quel che possiamo capire, sarebbe utile. In definitiva credo ci siano situazioni in cui l’altro può non essere più un interlocutore, cioè quando non desideriamo più dialogare affettivamente con lui e non ci sono promesse, o le promesse sono state violate dall’altro; inoltre possiamo non considerare l’altro un interlocutore informativo se siamo sicuri che le nostre informazioni non cambieranno in meglio le sue opinioni, né i suoi comportamenti.

Advertisements

3 commenti

Archiviato in FILOSOFIA MORALE, FILOSOFIA POLITICA

3 risposte a “L’ALTRO NON E’ PIU’ UN INTERLOCUTORE

  1. Il commento del Prof. Fano ,sul dialogo affettivo e sul dialogo informativo è molto importante nella nostra epoca. Dopo la rivoluzione francese ,con l’illuminismo e il rinfocolarsi delle trame massoniche ,si è alimentato con ipocrisia ,ogni preteso sapere totalitario o comunque dominante.
    Quindi il desiderio naturale dell’uomo libero ,che cerca il sapere come verità,è divenuto un pericolo da stroncare ,per chi detiene il potere di disinformare,e di farsi classe dirigente,(costituita con l’insegnamento degli intellettuali organici).
    Pertanto la buona volontà del Prof. Fano ,non trova più molto terreno di coltura. Come si dice :non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, (ma vuole insegnare …aggiungo io).
    COSA FARE per tornare uomini liberi?
    Bisogna smascherare quelli che con la finta modestia del relativismo ,fingono di asserire che la verità non esite o almeno che non è conoscibile,ma poi ripresentano se stessi,come portatori di verità.
    Ciò premesso occorrerebbe allora ripartire e rifondare la cultura storica e scientifica umanistica, con un ripasso dell’antica via della verità della Magna Grecia ,che fu abbandonata dopo l’epoca dei sofisti.
    Si dovrebbe poi dissodare quel terreno di coltura,sul quale impiantare un nuovo dialogo fecondo,seguendo il giudizio,scientifico,universale, necessario e immutabile.
    Accettando come principio guida ,il CONCETTO di Socrate ,oggi giunto alla maturità di pensiero sineterico, e abbandonando le opinioni false ,si potrebbero portare così tutti i dialoghi a divenire produttivi di nuova conoscenza.
    Solo dopo il dialogo potrebbe giungere nuovamente ad essere anche affettivo e senza abbandoni unilaterali.
    In parole semplici il nemico nascosto della nostra epoca consiste nel malefico intercalare che accompagna il confronto ai nostri giorni ,con un continuo dire : secondo me,secondo me, e infine : io la penso così e basta. ADDIO Dialogo allora.
    Mi chiedo ma non esiste più l’esperienza galileana? Bastano chiacchiere e distintivo per affermare che alcune molecole divennero pesci, i pesci divennero uccelli, gli uccelli scimmie e le scimmie divennero evoluzionisti? E così avviene ormai in ogni cammpo della conoscenza. Neppure la fisica e la matematica si salvano più dalle congetture di buchi neri,multi Universi, multi dimensioni e viaggi nel tempo.
    Poveri galileo e Newton.
    Caro professore non si senta responsabile in qualche modo dei dialoghi che terminano unilateralmente.
    Sono usciti nel mondo molti falsi profeti ,per divorare gli uomini di buona volontà. Quelli che interrompono il dialogo con Lei non lo meritano, non sono della parrocchia buona.
    Se vogliamo recuperarli parliamo prima tra noi.Come avveniva nell’antichità quando si parlava prima solo con quelli della propria casa.
    POI divulghiamo i testi dei nostri dialoghi affettivi e allora rivedremo comparire folle di penitenti che tornano alla verità.
    Per informazioni su di me.
    Io sono l’estensore della teoria unificata dell’universo fisico e mentale : il tachione il dito di Dio. Diffusa gratuitamente in rete in sette volumi e più dispense ,sul sito http://www.webalice.it/iltachione.
    Io sono dsposto a tenere con Lei e con chiunque lo desideri, dei dialoghi affettivi sulla base delle informazioni nuove ora disponibili ,per far conoscere la reale dimostrazione della Mente Universo.
    SALUTI CORDIALI DA Vincenzo

  2. alfredo

    Il Nulla è semplice.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...