LA PROTESTA DEGLI STUDENTI A URBINO

Ieri sera, come per fortuna a volte mi capita, ero completamente libero e allora sono andato al Magistero occupato di Urbino. Dopo un primo momento di diffidenza, gli studenti mi hanno accolto con benevolenza e simpatia. Non c’erano colleghi. Ho assistito a un’ordinata assemblea, in cui si discutevano le strategie da tenere e i problemi relativi al DDL Gelmini, nonché al diritto allo studio. A parte una cortina fumogena nell’aula C1, che ho comunque contribuito a ispessire col mio toscano (le finestre progettate da De Carlo non si potevano aprire), l’atmosfera era straordinaria. Più di 100 studenti si ponevano problemi e cercavano di capire che cosa li attendesse e che cosa aspetta le generazioni dopo di loro, con un po’ di ingenuità, ma anche senza pregiudizi ideologici e con una forza che mi ha veramente rinfrancato. Ho poi seguito un divertente blob, che avevano messo a punto, e la proiezione del film Draquila, in un’atmosfera gioiosa e consapevole. Ho pensato che noi eravamo molto più cupi di loro, inglobati in pesanti armamentari illusori, pieni di violenza. E ho anche avuto conferma che quando i miei coetanei dicono frasi del tipo “Questi giovani d’oggi non sono più come quelli di una volta!” hanno torto. La splendida serata che ho vissuto mi ha fatto sperare un po’ di più per il futuro del nostro tormentato Paese.

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6 commenti

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6 risposte a “LA PROTESTA DEGLI STUDENTI A URBINO

  1. Giorgio

    cos’è la stampa di partito questa??? 😄

  2. Felicia

    Grazie Prof. per il suo contributo. Come da lei sottolineato, non importa il risultato, i mezzi, ma la testimonianza che noi lasceremo alle generazioni future: un lato della protesta che non avevo colto. Il suo intervento mi rincuora…forse non è del tutto vero che è venuto meno il patto generazionale, almeno da parte sua.

  3. Vincenzo mi da una bella notizia! Più di 100 studenti si ponevano problemi e cercavano di capire che cosa li attendesse e che cosa aspetta le generazioni dopo di loro, con un po’ di ingenuità, ma anche senza pregiudizi ideologici e con una forza che mi ha veramente rinfrancato. Avrei voluto essere presente anch’io: assaporare un futuro senza ideologie e credere in un mondo che dà speranze! Se è venuto meno il patto, questo è accaduto per effetto del gap prodotto nella mia generazione e di quella che mi ha preceduto.

  4. Aggiungo: Bravo Vincenzo, continua così! La generazione tua e dei miei figli è quella che ricostituisce il patto!!

  5. alfredo

    Ma ci rendiamo conto che sono millenni che l’essere umano spera in un mondo migliore?
    Ma migliore di chi?
    Con chi dovremmo confrontarci, se qui nessuno si fa mai vedere?
    E’ come se fossimo soli, nell’Universo…

  6. carlo

    Vincenzo,gli studenti con cui hai avuto ache fare sono”avanguardie”sono coloro che per sensibilità senso di appartenenza
    voglia di parlare della loro condizione, cercano di approfondire con onestà intelettuale.In piazza entra in gioco la sintesi che si trasforma in propaganda con tutto ciò che di negativo ne consegue.Io sono convinto che solo una minoranza di chi manifesta conosca veramente nel dettaglio il tema,penso che comunque sia per chi lo vuole una buona occasione di confronto.Poi abbiamo anche gli studenti”seri”che vogliono solo studiare senza se e senza ma!
    Si tratta di capire che cosa è più utile!

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