MCDONALD

Qualche tempo fa mi ricordo che uscì un saggio di critica del capitalismo, che utilizzava il McDonald come simbolo del conformismo e dell’omologazione. Domenica scorsa mi trovavo in piazza Duomo a Miano e mi sono reso conto che l’unico modo per pranzare senza essere dissnguato era quella di intrufolarmi al McDonald. Ero con mia figlia Lucia: 6 euro a testa per sfamarsi, compresa l’acqua gasata. I raffinati accusatori della società omologata a volte dimenticano che il conformismo può anche essere causato dalle tasche vuote o semivuote dei conformati. Mia figlia grande, Francesca, mi assicura, invece, che il successo del McDonald è un po’ come quello dei croccantini per i gatti. La roba che si mangia è, dal punto di vista della salute, una vera schifezza, ma c’è qualcosa che ti costringe compulsivamente a ingurgitare quel tipo di cibo fortemente saporito.
Dunque ci sono tre teorie per spiegare il successo duraturo e strepitoso di McDonald: quella della sinistra aristocratica, che ne vede l’origine nella volontà del capitale di omologare e sottomettere le masse; quella mia, secondo cui costa poco, e quella dei più giovani, secondo cui è una specie di droga. Tutte e tre, probabilmente, hanno in parte le loro ragioni.

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1 Commento

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Una risposta a “MCDONALD

  1. Hai mai visto il documentario Super-size me? E’ proprio sul McDonald e potrebbe rispondere a talune tue domande. Mi sa che tua figlia l’ha visto.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Super_Size_Me

    Te lo consiglio.

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