NUCLEARE? NON SO, GRAZIE!

I recenti e tragici eventi del Giappone hanno risollevato in tutto il mondo la questione del nucleare. C’è una famosa illusione cognitiva in cui cadono spesso i medici. Se chiediamo loro quale è la probabilità che un’operazione difficile riesca, prima di eseguire quell’operazione o subito dopo che è andata bene, essi cambiano significativamente opinione, molto più di quanto quel singolo caso possa aver modificato la statistica generale. Così ci comportiamo noi. Una seria considerazione dell’eventuale utilizzo del nucleare per risolvere i problemi energetici non può essere radicalmente modificata da un singolo episodio, ancorché terribile, come quello odierno.

Non ho le idee chiare su tale problema e credo che sia molto difficile prendere una decisione. Certro mi colpiscono in negativo quelli che scendono in piazza contro il nucleare sull’onda dell’emozione, e magari si sono recati alla manifestazione guidando una vecchia Punto che rilascia nell’atmosfera di tutto. Il petrolio è un inquinante terribile. Le nostre città sono camere a gas, le centrali termoelettriche immettono tonnellate di veleni e di CO2 nell’atmosfera. Per cui non mi è così chiaro perché affermare con grande enfasi che il nucleare inquina. A conti fatti, compresi gli incidenti, probabilmente il nucleare inquina meno del petrolio, perché non provoca l’effetto serra. Ah ma le scorie? Certo quello è un problema grosso; come se i residui del petrolio che infestano i mari, le città  e i boschi non fossero scorie!

Non so, non sono in grado di valutare su questi problemi. Ci ho riflettuto troppo poco. Però se sento qualcuno che afferma con gran sicumera che è favorevole al nucleare, senza elencarne i rischi, oppure che è contrario, senza sottolinearne i vantaggi, ho la sensazione che non ho davanti un buon consigliere. E purtroppo di questi asseveratori oggi, come ieri, se ne incontrano tanti.

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4 commenti

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4 risposte a “NUCLEARE? NON SO, GRAZIE!

  1. alfredo

    Ci saranno fonti di approvviggionamento energetico pulite e sufficienti per tutti gli esseri viventi del Pianeta, soltanto quando ci saranno quelle condizioni tali che tutti ne possano equamente beneficiare.

  2. Ho letto “La consolazione della filosofia” primo dei tre post del 20 marzo; poi, il successivo intitolato a “Kant e la filosofia analitica” e anche l’ultimo dedicato al “Nucleare? Non so, grazie!”, e ritengo che tutti abbiano attinenza per le considerazioni che espongo in ciascuno di essi.
    Ho già redatto i primi due e mi accingo a dire la mia nel rispondere alla domanda che richiede una risposta educata certamente, ma soprattutto accompagnata da ragionevoli considerazioni che non lascino la gente sotto l’incubo di il terrore di soccombere a chissà quali sciagure.
    Confesso, anche se ho lavorato per 35 anni all’Enel, che non sono in grado di rispondere se non ricordando l’enorme massa di letteratura scientifica sin qui prodotta al seguito degli incidenti occorsi alle Centrali di Chernobyl e Three Mile Island. In Italia, purtroppo, è stata diffusa solo la parte trascritta dagli ecologisti al servizio dei petrolieri causando panico attraverso informazioni distorte ed interessate.
    Premesso questo, non ho alcuna risposta mia ed ho le stesse perplessità di Vincenzo. Quindi, mi limito a suggerire la mia idea nel caso fossimo chiamati, per la seconda volta, a rispondere ad un quesito referendario in materia.
    1. Atteggiamento pragmatico: Margherita Hack – atea e Antonino Zichichi – cattolico; dicono che i nucleare è buono. Mi fido di loro e mi adeguo come il Ferrini agli ordini ingiunti dal suo capocellula;
    2. Atteggiamento logico: riconosco che le mie conoscenze in materia non sono sufficienti per entrare nel merito;
    3. Atteggiamento ragionevole: valuto l’autorevolezza delle informazioni; gli interessi coinvolti degli agenti su fonti energetiche alternative e sulla trasparenza degli atti commessi;
    4. Atteggiamento consapevole: è l’atteggiamento ragionevole condiviso da tutte le persone coinvolte dalle scelte sul nucleare.
    Detto questo, la mia risposta è affermativa e basata sull’atteggiamento 3., auspicando che promuova alla top class 4.

  3. eugenio

    La cosa piu’ inquietante e’ che se nemmeno un filosofo della scienza non riesce a farsi un’idea precisa, mi chiedo davvero in quanti al mondo abbiano veramente capito se il nucleare sia o non sia una schifezza!

    • alfredo

      L’energia nucleare è talmente costosa, complicata ed esclusiva, che se davvero qualcuno riesce a gestirla correttamente diventa padrone del mondo. Le altre fonti alternative sono alla portata delle masse. Occorre solo decidere se a governare il mondo deve essere un capo, o se invece può essere autogestito. Probabilmente esiste una terza possibilità, che assomiglia un po’ alla rete di internet.

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