LAPSUS A MESSA

Oggi sono stato alla messa per il battesimo di mio nipote Leonardo. E’ stato letto dall’Esodo 3 l’episodio della rabbia contro Mosé degli ebrei nel deserto senza acqua dopo la fuga dall’Egitto e della preoccupazione della loro guida che si rivolge a Dio senza fiducia. Per questa mancanza di fede Mosé non potrà visitare la Terra promessa, ma solo vederla da lontano subito prima della morte.

Mi ha colpito che il giovane sacerdote, durante l’omelia, a un certo punto ha incitato i fedeli dicendo di non fare come il popolo ebraico che non aveva fiducia in Dio. Un brutto lapsus, da cui traspare l’antisemitismo inconscio dei cristiani e il modo in cui viene trasmesso inconsapevolmente ai fedeli. L’officiante avrebbe docuto dire “non fate come gli ebrei nel deserto” o “non fate come il popolo ebraico in quell’occasione”. Invece non ha specificato la situazione e ha detto “non fate come il popolo ebraico”.

Ora, che il popolo ebraico in generale ha forse ancor più fede in Dio dei cristiani è risultato chiaro dalla seconda lettura, Giovanni, 4, in cui si racconta della samaritana che arriva al pozzo e viene convertita da Gesù assetato. Nell’episodio colpisce che la donna si converte nel momento in cui Gesù le fa capire che sa di lei tutto, cioè che essa ha avuto cinque mariti. In pratica la donna viene stupita soprattutto dall’aspetto sciamanico di Gesù. Non tanto la metafora dell’acqua che disseta, cioè la fede, quanto le capacità mantiche di Gesù fanno cambiare opinione alla donna. Onestamente l’episodio non è molto edificante e non mi sembra opportuno presentarlo come esempio ai fedeli. Questo tipo di scivoloni sono meno comuni nell’Antico testamento.

Dobbiamo leggere il Nuovo e l’Antico testamento come testimonianze straordianrie di uomini eccellenti che hanno cercato Dio su questa terra, dai quali imparare qualcosa. Non sempre però il testo raggiunge la stessa sapienza.

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3 commenti

Archiviato in FILOSOFIA DELLA RELIGIONE

3 risposte a “LAPSUS A MESSA

  1. alfredo

    Anche con TOPOLINO si potrebbe ottenere lo stesso effetto, se qualcuno si prende la briga di pubblicare montagne di libri che intepretano quei fumetti a sfondo religioso.

  2. Mario l'Epicureo

    vabbe’ le banalità (siamo in democrazia), che ne diresti di prestare un po’ più di cura per l’ortografia, professore? (detto per questo, e forse ancor più per altri post)

  3. Caro Alfredo, sono molti i testi ricchi quanto la scrittura, ma in media non Topolino, o meglio, non tutti gli episodi. Certo alcune storie iniziali, tipo l’uomo nuvola, potrebbero essere fonte di innumerevoli commenti.
    Caro Mario l’epicureo, purtroppo sono un po’ orbo e quindi spesso faccio errori. E poi anche la fretta. In effetti noi italiani siamo molto attenti all’ortografia, ma meno all’ortologia, che non è la scienza degli ortaggi.

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