“RITORNO AL FUTURO” E I VIAGGI NEL/DEL TEMPO

Poniamo che mentre stiamo camminando per strada compaia davanti a noi dal nulla un pallone da football. Siamo degli appassionati calciatori, senza far caso alla stranezza dell’evento, ci mettiamo a giocare con gli amici in un cortile lì vicino. Giacomo lancia un tiro molto forte verso la porta e il pallone supera ampiamente la traversa perdendosi in lontananza. Dopo di che non riusciamo più a ritrovarlo. Così come era comparso dal nulla, ora è sparito nel nulla. Andiamo al bar a berci una birra fresca dopo la fatica del gioco.

Qualcuno avrebbe pensato che il pallone abbia viaggiato nel tempo?

Poniamo che siamo molto curiosi e cerchiamo di capire che cosa sia veramente accaduto. Dopo lunghe indagini arriviamo alla conclusione che il pallone è comparso in via Calabria alle 18 e 30 del 15 aprile 2011 e scomparso nell’adiacente giardino di via Lombardia alle 19 e 30 dello stesso giorno. Questa situazione è esattamente quello che osserveremmo se il pallone avesse viaggiato nel tempo.

La domanda è: noi, ragionevolmente, di fronte a questi dati, faremmo l’ipotesi che un pallone si è materializzato in via Calabria alle 18 e 30 del 15 aprile 2011 e si è smaterializzato alle 19 e 30 in via Lombardia, oppure che quel pallone ha viaggiato nel tempo? Entrambe le proposte sono incompatibili con quel poco che sappiamo del mondo fisico intorno a noi.

Fenomeni di questo tipo non si verificano e, se si verificassero, non necessariamente andrebbero interpretati come viaggi nel tempo.

Per contro, se, come è probabile, esistono i buchi neri, al loro interno la gravità è talmente forte che lo spazio-tempo è del tutto curvato, tanto che sono possibili quelle che si chiamano delle curve di tipo tempo chiuse. Questo fenomeno, previsto dalla teoria generale della relatività di Einstein, non è però un viaggio NEL tempo, bensì, in un certo senso, un viaggio DEL tempo.

Questo tipo di viaggi, che sono stati ipotizzati per la prima volta dal grande logico e amico di Einstein, Kurt Gödel, in certe particolari condizioni cosmologiche sono possibili. Essi potrebbero dare origine al famoso “paradosso del nonno”, che anche nel divertente film “Ritorno al futuro” è presente quando Michael J. Fox piombato trenta anni prima rischia di manomettere l’innamoramento dei propri genitori, impedendo così la propria nascita e quindi avviluppandosi in una situazione impossibile.

Più prosaicamente, è possibile che una particella entri in un wormhole spazio-temporale, che la riporta leggermente indietro nel tempo, di modo che, quando esce dal wormhole potrebbe interagire con la se stessa in entrata nel wormhole IMPEDENDOLE DI ENTRARE E QUINDI RENDENDO IMPOSSIBILE ANCHE LA PROPRIA USCITA!

La domanda che a questo punto i filosofi si sono posti è: l’impossibilità che la particella interagisca con la se stessa passata distruggendo la sua entrata nel loophole è dovuta a una qualche ragione metafisica a priori, oppure a una qualche legge fisica a posteriori? Nel film, Michael J. Fox non può impedire con il suo viaggio nel passato l’innamoramento dei suoi genitori per una qualche ragione logica, oppure è concretamente impossibile? Il film brillantemente dà una risposta a questo profondo quesito filosofico: sarà la maturazione del padre di Michael J. Fox a porre rimedio alla situazione, evitando così l’interazione causale impossibile.

La stessa cosa sostiene il grande filosofo americano John Earman, il cui pensiero ho qui brevemente esposto: se i viaggi del tempo sono possibili e se si può interagire con il proprio passato, dobbiamo scoprire le ragioni fisiche per cui queste interazioni non possono creare catene causali impossibili, come l’uccisione del proprio nonno in fasce. Qui c’è lavoro a posteriori per lo scienziato e non a priori per il metafisico!

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1 Commento

Archiviato in FILOSOFIA DELLA FISICA

Una risposta a ““RITORNO AL FUTURO” E I VIAGGI NEL/DEL TEMPO

  1. alfredo

    Abbiamo definito e misurato come tempo il MOTO ROTATORIO della terra rispetto a sé stessa e al sole. In sostanza, abbiamo preso come valida unità di misura dell’Universo un suo piccolissimo frammento. E’ come se, per esempio, uno dei tanti elementi che formano una singola cellula del fegato, cercasse di capire e misurare il mondo che lo circonda (fegato), senza neanche immaginare che quell’organo faccia parte di un essere molto più complesso.

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