IL FESTIVAL DELLA FELICITA’

Riporto qui la relazione finale sulla partecipazione dell’Università di Urbino al Festival della felicità organizzato dalla Provincia.

IL FESTIVAL DELLA FELICITA’ DELLA PROVINCIA DI PESARO E URBINO E L’UNIVERSITA’ “CARLO BO”

Di Vincenzo Fano

Delegato rettorale all’interdisciplinarità

Nella settimana dal 27 maggio al 5 giugno 2011 la Provincia di Pesaro-Urbino ha organizzato il primo Festival della felicità (http://www.festivaldellafelicita.it/), con la partecipazione di uomini di spettacolo del calibro di Roberto Benigni, che ha preparato per l’occasione un nuovo monologo sul tema del Festival, e studiosi autorevoli come il presidente dell’Istat Enrico Giovannini, che ha spiegato perché per misurare il benessere dei cittadini non è sufficiente prendere in considerazione il solo Prodotto Interno Lordo (PIL).

All’interno di questa splendida occasione, partecipata e sentita da tutti, che ha avuto una notevole risonanza nazionale, l’Università di Urbino ha realizzato una serie di iniziative di notevole interesse didattico e culturale, che, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, sono state tutt’altro che “accademiche”.

Si è cominciato il giorno stesso dell’inaugurazione con il laboratorio organizzato da Mario Pianta e Jacopo Cherchi “Oltre il PIL” (Facoltà di Economia), a cui hanno preso parte soprattutto studenti medi. Il relatore ha presentato brevemente il nuovo misuratore di benessere QUARS, messo a punto dal progetto SBILANCIAMOCI!, a cui partecipa anche l’associazione Lunaria. Vale la pena passare qualche minuto nel sito http://www.sbilanciamoci.org/index.php?option=com_content&task=view&id=865, in cui si vede che, se il benessere lo si misura, ad esempio, sulla base dell’ambiente e l’indice lo si implementa nella superficie territoriale delle Regioni italiane (un po’ come nella famosa carta del mondo di Peters), la Lombardia, la regione più ricca d’Italia, diventa striminzita, mentre la valle d’Aosta diventa enorme. I ragazzi hanno seguito con grande interesse, tanto che la platea si è divisa tra due schieramenti: uno che sosteneva un benessere legato alla dimensione comunitaria, tipica del territorio marchigiano, e un altro più orientato a considerare le dimensioni mancanti, come l’offerta culturale o la possibilità di carriere lavorative particolari.

Si è proseguito il 28 mattina con l’incontro organizzato da Yuri Kazepov e Giovanni Torrisi (Facoltà di Sociologia), sulla felicità come condivisione e partecipazione. I “facilitatori” hanno condotto un ampio gruppo di studenti medi e partecipanti di tutte le età non solo a discutere della nozione di felicità, ma anche a condividerne i significati e le emozioni, mostrando come il dialogo e il fare cose assieme possa essere un elemento costitutivo della felicità. Tutti i presenti hanno, infatti, sottolineato come la filia, cioè l’amicizia, sia una delle componenti più importanti della felicità, mentre l’egoismo ne è il più grande ostacolo.

Il 29 maggio mattina Giulia Giannini, Claudio Calosi e Pierluigi Graziani – coordinati da Gino Tarozzi – (Dipartimenti di Scienze di base e fondamenti, Scienze della comunicazione) hanno mostrato al pubblico del cortile Raffaello e di Piazza della Repubblica quale sia il “Piacere della conoscenza”. I partecipanti sono stati invitati a estrarre da un’urna il nome di un paradosso o gioco logico. Scelto il biglietto, ogni giocatore lo consegnava a turno al presentatore, che invitava a riflettere (tanto colui che aveva pescato il biglietto in questione, quanto tutti i visitatori presenti nello stand) sul paradosso, fornendone una breve introduzione mediante intuitive presentazioni multimediali. Con la guida e l’aiuto degli organizzatori, il partecipante era invitato quindi non solo a cogliere il carattere paradossale dell’enunciato pescato dall’urna o gli aspetti problematici del gioco logico, ma anche a tentare di trovare possibili vie di uscita dal paradosso o a risolvere il gioco. La partecipazione è stata ampia e tutti e trenta i paradossi logici preparati sono stati brillantemente risolti dal pubblico di studenti, lavoratori e anziani.

Il 30 maggio mattina Andrea Duranti (Facoltà di Farmacia) ha presentato la “molecola della felicità”, o meglio, alcune ricerche sviluppate nell’ultimo decennio nelle strutture dell’ex-Istituto di chimica farmaceutica. La tematica specifica ha riguardato lo studio degli endocannabinoidi, in particolare la comprensione del ruolo fisiologico di un ligando endogeno dei recettori dei cannabinoidi chiamato anandamide. Tale composto può essere considerato una sorta di molecola della felicità sia per l’origine del nome (da ananda, un termine con origine sanscrite da associare a felicità intesa come benessere interiore o stato di grazia) sia per gli effetti che determina nell’organismo (protezione dai danni causati da varie situazioni patologiche e sensazione di benessere attraverso un’azione modulata sui recettori). Alla manifestazione ha partecipato un numero di persone quantificabile in più di 50 unità suddiviso per circa metà in studenti delle scuole superiori e per la parte restante in cittadini, colleghi, studenti universitari e curiosi occasionali. Parte del tempo è stata spesa all’interno dei laboratori, dove si conducono le ricerche.

L’1 giugno mattina Anna Rita Calavalle e Roberto Bensi (Facoltà di Scienze motorie) hanno richiamato il pubblico di piazza della Repubblica mediante piccoli spettacoli di parkour e break dance. Il workshop “Felicità in movimento” si è poi svolto nel cortile del Collegio Raffaello, prefiggendosi l’obiettivo di dimostrare come, con semplici movimenti, in poco tempo e utilizzando attrezzi che esistono in ogni casa, si può prendere atto delle necessità di movimento del nostro corpo, e di come sia altrettanto semplice avere qualche piccola soddisfazione, anche grazie a quei facili gesti. Bambini, studenti, adulti e anziani hanno provato a eseguire semplici esercizi sotto la guida degli organizzatori e di un folto gruppo di studenti della Facoltà, compilando anche un questionario che avrebbe rilevato il loro umore. La partecipazione è stata ampia, con molti bambini, turisti e cittadini.

Le attività dell’Università di Urbino sono terminate sabato 4 mattina, il penultimo giorno del Festival, con Riccardo Santolini (Facoltà di Scienze) che ha discusso “Il valore della natura”. Davanti a circa cento studenti medi, il nostro Collega si è chiesto “quanto costa un rospo?”, la famosa domanda provocatoria, che ha lanciato come slogan la campagna per la protezione delle specie neglette. Lo scopo dell’incontro è stato far capire quanto biodiversità e funzioni/servizi degli ecosistemi siano le facce di una stessa medaglia, che è il costo che noi paghiamo disconoscendo gli equilibri naturali, che sono invece, parte della nostra ricchezza. Diapositive scelte opportunamente hanno suscitato un ampio ventaglio di reazioni nel pubblico, che ha così compreso l’importanza della ricerca di base ed applicata in ecologia economica e scienze della natura in generale.

Come Università di Urbino, avremmo potuto mettere in campo molte altre attività all’interno del Festival, che ci riserviamo di presentare all’edizione 2012, che è già in fase di progettazione. Come coordinatore di questo gruppo di lavoro, ringrazio tutti coloro che hanno partecipato con entusiasmo (compresa Paola Secchia, segretaria del Centro di semiotica e morfologia) e spero che il nostro Ateneo possa diventare sempre più un posto dove fare ricerca interdisciplinare sul problema del benessere e della qualità della vita, nonché un luogo dove si impara e si insegna la difficile arte di vivere in una società complessa come la nostra.

 

 

Annunci

1 Commento

Archiviato in SOCIETA'

Una risposta a “IL FESTIVAL DELLA FELICITA’

  1. Caro Professore Vincenzo Fano, sono terribilmente in ritardo.Ma commento ora che ho incontrato la sua relazione su vivereestphilosophari. Bella esperienza didattica ed esplorativa la sua, la vostra e della Provincia. Generosa utopia che però si apparenta alla concezione platonica secondo cui – detto sbrigativamente – l’idea è la forma perfetta delle cose materiali imperfette e molteplici. Grande merito a Platone che ha dato sapore alla scienza distinguendola dall’opinione che è poi la storia contingente degli uomini. Ma voi e specie la Provincia, dovreste scendere dall’iperuranio e stare dentro la storia per alimentarla pur guardando all’idea o alle idee. Non ci sono giovani a Urbino che sappiano affronatre il destino di una città che non appartiene solo a sé stessa ma all’Umanità. Questa è l’urgenza. Ci vuole un mix di utopia e realismo tenendo conto delle esperienze pregresse, quelle esaltanti del tempo federiciano e quelle misere della decadenza verticale degli ultimi decenni. Perché l’Università di Urbino non ha mai saputo formare una classe dirigenter locale che sostituisse gli improvvisati padroni dei partiti diventati gradualmente club di interressi circoscritti se non proprio individuali? Ecco la grande sfida per voi che osate alto cimentandovi con l’idea della felicità. L’idea, appunto. Ma la res estensa, la storia reale e quotidiana richiede altre armi oltre la logica. Grazie. Francesco Colocci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...