MALINTESI

Ho letto con interesse il libro tradotto dal Mulino di Martha NussbaumNon per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica”. Il titolo contiene un doppio fraintendimento: uno dovuto all’autrice, che in diversi punti sostiene che una formazione di base nelle scienze umane, se al breve termine non è direttamente utile a creare ricchezza, in generale, nel lungo periodo, è un elemento che, invece, può favorire anche l’accrescimento economico. Perciò “non per profitto” non è un’espressione del tutto felice. In secondo luogo, il termine americano “humanities” non significa “cultura umanistica”, ma “scienze umane”. Infatti la Nussbaum insiste sul valore formativo della logica, della teoria dell’argomentazione, della storia economica, della letteratura e dell’arte, ma da nessuna parte menziona quelli che sono i fondamenti della cultura umanistica in Italia, cioè il greco e il latino. Quasi un paradosso è l’introduzione di De Mauro, che si spertica in elogi del libro, considerandolo un contributo decisivo a favore dello studio delle lingue classiche. Probabilmente non lo ha neanche letto. Difende poi la centralità di questo studio con argomenti triti come che la nomenclatura scientifica deriva dal greco e dal latino.

Il libro è utile anche perché presenta in modo succinto e chiaro molte delle tesi fondamentali della Nussbaum, che la filosofa americana va sviluppando da molti anni in numerosi libri. Un difetto è però che non distingue fra la scuola secondaria, dove i saperi storico-letterari giocano un ruolo formativo centrale ed è un peccato che in molte parti del mondo non abbiano un ruolo significativo o lo stiano perdendo e l’università, dove lo studente deve apprendere soprattutto saperi che saranno importanti per il suo lavoro.

Nell’insieme è però un ottimo libro che ribadisce con forza l’importanza della teoria dell’argomentazione per la formazione di un cittadino realmente partecipe.

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1 Commento

Archiviato in FILOSOFIA POLITICA

Una risposta a “MALINTESI

  1. Da diplomato al liceo classico non posso che pensare che l’educazione umanistica che ho ricevuto mi abbia reso una persona più completa ed un ingegnere migliore. Ammetto che durante il corso di studi ero più affascinato dalle scienze fisiche, tanto che le approfondivo per mio conto, poi però durante gli anni del’università mi sono riavvicinato alla filosofia e ho capito l’importanza di un certo grado di cultura umanistica.

    Resta però in me un dubbio: ci sono parti di quell’educazione su cui si potrebbe soprassedere pur senza perdere di profondità (o perdendo il meno possibile)? A me non è mai piaciuta storia dell’arte, l’ho sempre studiata malvolentieri e senza realmente capirla; certo qualcosa mi è rimasto ma è proprio l’infarinatura di base. Forse basterebbe studiarla al primo anno in una maniera più condensata.
    Lo stesso si potrebbe dire della letteratura italiana: cosa mi serve durante la vita quotidiana? Meno che la storia dell’arte. Potrebbe essere una materia eliminabile o comunque pesantemente da revisionare.

    Non transigo invece su storia e filosofia: materie fondamentali per la crescita personale e per la corretta comprensione del mondo che ci circonda.

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