“COME E’ NOTO”

Leggendo un saggio o ascoltando una conferenza si sentono spesso espressioni del tipo “come è noto”, oppure “come tutti sanno”, o “il noto libro di Tal dei Tali”. Tutte espressioni che stanno a dire che chi ascolta o chi legge DEVE conoscere quel libro o quell’articolo. E se non lo conosce è un ignorante. A volte questo tipo di insinuazioni è anche più nascosto. Si trovano frasi del tipo “Dopo gli studi di Tal dei Tali questo non si può dire”, oppure “Pace Tal dei Tali”, oppure “Dunque ha ragione Tal dei Tali” ecc., cioè locuzioni che non spiegano in nessun modo che cosa sostiene Tal dei Tali e dove e con quali argomenti, perché il lettore DEVE saperlo. In alcuni contesti specialistici forse questo è anche utile, per quanto almeno il riferimento, oppure due parole per ricordare al lettore di che cosa si sta parlando non sono inutili. Per contro in un libro rivolto a un pubblico anche solo un po’ più ampio questi modi di dire sono fuori luogo. Escono credo circa 500mila libri all’anno in Europa ed America e non so quanti milioni di articoli, per cui occorre sempre partire dal presupposto che l’intersezione fra le cose lette da chi scrive (o parla) e chi legge (o ascolta) tende a zero. Questo modo di fare mi ricorda l’anonimo “si” di Heidegger. Ci sono libri che SI leggono, cioè che se non li si è letti si è degli ignoranti. Tutto questo nel contesto contemporaneo mi sa di provinciale e arrogante.

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3 commenti

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3 risposte a ““COME E’ NOTO”

  1. calboli stefano

    ciao Vincenzo,
    sì. io sono particolarmente infastidito dalle persone che considerano nozioni necessarie le nozioni fin lì acquisite.

    ecco cosa ha scritto Paola Sombrero – direttrice dell’Istituto Cultura di
    Savignano – in riferimento ad una mostra fotografica – intitolata “In Carne ed Ossa” – all’interno del savignano immagini festival, edizione 2009:
    “Non può non venire in mente in proposito l’ultimo lavoro dello scrittore statunitense Safran Foer,Se niente importa”.

    questo è il mio articolo, pubblicato sulla voce nell’ottobre 2009:

    SAVIGNANO SUL RUBICONE – “In Carne ed Ossa” al si fest 19 di Savignano.All’Opera Don Baronio sono in mostra, fino a domani, le fotografie di Patrizia Zelano, fotografa verucchiese che ha scattato in un deposito di carcasse e di resti animali. Le foto non hanno nessun intento documentaristico, d’altra parte suscitano nell’osservatore la volontà d’indagare, di svelare i meccanismi dell’industria della carne. Cosa c’è dietro il filetto nella scansia asettica del supermercato? I pezzi di carne non commerciabile dove finiscono? Come avviene la macellazione degli animali? Il portfolio di certo non dà risposta, piuttosto, ha il merito di scuoterci dal torpore dell’abitudine, di porci di fronte a qualche dubbio etico. Paola Sombrero – direttrice dell’Istituto Cultura di
    Savignano – dice che “In Carne ed Ossa” offre spunti di riflessione sulla morte, sulla caducità dell’esistenza ecc. e che a riguardo: “Non può non venire in mente in proposito l’ultimo lavoro dello scrittore statunitense Safran Foer, Se niente importa”. Chi disattende la convinzione di Paola Sombrero non si preoccupi, probabilmente non ha letto “Se niente importa”, e altrettanto probabilmente connetterà il senso delle foto a prodotti di altri intelletti. Per esempio a ”Le sang des bêtes”, diretto da Georges Franju, un film che racconta dettagliatamente la macellazione in un mattatoio parigino. “In Carne ed Ossa” è, agli occhi dell’autrice: “Un viaggio reso straordinario dal corto circuito il quale si è improvvisamente rivelato fra materialità informe di ciò che stavo osservando e la memoria dei grandi maestri del passato”. Filtrati dalla
    macchina fotografica, musi, colonne vertebrali e interiora assortite acquistano nuova dignità e identità artistica, si tramutano in appetitosi segni d’arte. Buon
    appetito.

    a presto
    Stefano Calboli

  2. alfredo

    Come è noto, il blog di filosofia più seguito è quello del prof. Vincenzo Fano.

  3. umberto nobili

    se proviamo a inserire la formula “come è noto” in google otteniamo ottomilioniquattrocentodiecimila risultati: cinquecentocinquantunomilioni di risultati se invece inseriamo la formula corrispondente “as you are aware”: il mondo è un piccolo villaggio …

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