FISICA E METAFISICA

E’ un po’ strano recensire un libro al quale si è contributo, anche se in minima parte, tuttavia penso che queste note possano essere utili a qualche lettore del web. A questo indirizzo è possibile scaricare il numero 13 della bella rivista di filosofia Humana-mente, che è dedicato al rapporto fra fisica e metafisica a cura di Claudio Calosi. Il libro è senz’altro una delle cose migliori fatte in Italia in questi ultimi anni.

Si comincia con la bella introduzione di Calosi, che da un lato fa il punto sul rapporto fra fisica e metafisica, chiedendo a quest’ultima di tenersi il più possibile vicino alla prima. Dall’altro riassume uno dei suoi argomenti a favore del quadridimensionalismo sulla base della relatività ristretta, come caso di studio.

Pasin racconta invece la conferenza interdisciplinare di ontologia tenutasi a Tokyo nel 2010. Dai riassunti degli interventi si evince quali strampalate teorie emergono da una metafisica poco attenta ai risultati della scienza. Convincente, invece, il punto di Varzi, contro Lowe, secondo cui non è possibile distinguere ontologia materiale e formale, nel senso che la prima influenza la seconda e la seconda la prima.

Graziani ricorda brevemente la prima Postgraduate school di filosofia della scienza, organizzata dalla SILFS a Cesena nell’aprile 2010, della quale a breve dovrebbero uscire gli atti.

Mauro Dorato, invece, sulla scia di Ladyman punta il dito contro la Metafisica aprioristica che oggi è tornata fin troppo di moda. Non è neanche convinto, però che una teoria fisica possa fungere da experimentum crucis per un’ipotesi metafisica. Dorato cerca un delicato equilibrio fra le due discipline.

Gabriele Veneziano perora la causa della teoria delle stringhe, cercando di argomentare a favore della possibilità di controllare empiricamente tale approccio.

Bellissimo il breve articolo di John Norton che argomenta a favore del passaggio del tempo, contro il punto di vista dell’universo blocco, mostrando che non abbiamo sufficienti argomenti naturalistici per stabilire che il passaggio del tempo sia un’illusione.

Dell’analisi di Baron, Evans e Miller dell’approccio atemporale di Barbour ho capito poco. Anche se devo dire che trovo più convincente l’argomento precedente di Norton.

L’articolo di Lam giustamente critica i più recenti tentativi di definire con esattezza che cosa sia la causalità, tipo quello di Dowe, alla luce della relatività generale.

Garola e Sozzo, invece, provano a mostrare che è possibile un’interpretazione realistica della meccanica quantistica sulla base del cosiddetto realismo semantico proposto dal primo.

In un bel lavoro Giovanni Macchia argomenta a favore del sostantivalismo riguardo allo spazio-tempo a partire dalla cosmologia. O, meglio mostra che l’interpretazione standard dell’allontanamento di tutti gli oggetti dell’universo come dilatazione dello spazio-tempo presuppone una certa sostanzialità di quest’ultimo.

Angelucci e Fano provano a mostrare che in un certo senso l’introduzione della matematica dei fibrati ha portato a un completo chiarimento del tipo di rappresentazione implicito nelle teorie di campo classico, mentre il formalismo degli operatori e degli spazi di Hilbert non sembra essere l’ultima parola sulla spiegazione del mondo microscopico, data la sua poca capacità rappresentativa.

Bello il lavoro di Tracy Lupher che mostra l’impossibilità di un’ontologia delle particelle per la Teoria quantistica dei campi. Mostra anche l’inapplicabilità di un’ontologia dei campi. Propone invece una riforma del punto di vista di Teller. L’ontologia della QFT sarebbe un insieme infinito di proprietà possibili (determinabili) attribuite a regioni dello spazio.

Ho letto in modo troppo approssimativo l’articolo di Weinert sul passaggio del tempo, per presentarlo qui.

Interessante la recensione di Bradley Monton del libro di van Fraassen “Scientific representation”, in cui si scopre che il grande sostenitore dell’empirismo costruttivo arriva a dire che i parameci, siccome li si vede solo con il microscopio ottico, sono forse un’allucinazione collettiva!

De Savio recensisce invece un libro di Yuri Balashov, che difende il quadridimensionalismo sulla base della relatività ristretta. Un buon modo di fare metafisica dalla fisica. Ma perché non considerare che non tutti i sistemi fisici sono modelli della RR? Il tavolo su cui sto scrivendo ha una struttura classica, forse qui il quadridimensionalsimo è meno ragionevole.

La recensione del libro di Tim Maudlin “Metaphysics in physics” di Coppola mi ha fatto venire una gran voglia di leggerlo.

La cosa più interessante del libro di Rovelli su Anassimandro mi sembra la sua insistenza su scienza e democrazia e sul fatto che il grande naturalista greco sia stato uno dei primi spiriti scientifici dell’umanità. La recensione è di Maionchi.

La comparsa del termine “structural” nel titolo del saggio sulla meccanica quantistica pura mi ha fatto saltare al successivo. Oggi tutto è strutturale, anche la destrutturazione!

Micidiale il famoso libro di Peter van Inwagen, “Material beeings”, che sosterrebbe che esistono solo particelle elementari ed esseri viventi. Tutto questo sulla base di assurdi argomenti aprioristici del tipo che qualcosa per esistere dovrebbe essere costituita di parti che non si sovrappongono e costituiscono il tutto. Secondo me qualcosa per esistere dovrebbe essere costituito solo di fotoni e quindi esiste solo la luce, aveva ragione Meister Eckart! La recensione è di Daniel Nolan.

Torrengo parla del libro di Lockwood sul tempo. Mi ha colpito che quest’ultimo sosterrebbe l’irrealtà del tempo cosmico a causa della possibile esistenza delle curve di tipo tempo chiuse. Non mi sembra che sia così, poiché le CTC avrebbero comunque un carattere locale rispetto al principio cosmologico.

Interessante il libro sulla relatività generale di Geroch recensito da Weatheral.

Utile anche l’intevista finale ad Adolf Gruenbaum curata da Duccio Manetti e Silvano Zipoli Cajani, da cui ho imparato che la tesi di PhD del grande filosofo della scienza era stata sui paradossi di Zenone. Fra qualche mese dovrebbe uscire il mio libretto su questo argomento per Carocci. Dall’intervista emerge la grande lucidità di Gruenbaum nonostante la veneranda età e il suo leggendario puntiglio polemico.

Dai tempi dei primi lavori pionieristici di filosofia della fisica in Italia di Marisa Dalla Chiara e Franco Selleri, che lavoravano in sostanziale isolamento, abbiamo fatto tanta strada, come mostra questo bel volume.

 

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3 commenti

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3 risposte a “FISICA E METAFISICA

  1. Salve e complimenti per il blog! Ci deve essere qualche problema con il link, il file non è raggiungibile.

  2. In effetti il link non funziona.
    Ad ogni modo, credo sia questo: http://www.humanamente.eu/PDF/Issue13_CompletePDF.pdf

    🙂

  3. Franco Tiratore

    Lei che s’occupa di scienza La invito a leggere questo astro nascente del lombardesimo purificato http://lombardesimo.wordpress.com/2011/08/25/scienza/

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