L’EFFETTO SAGNAC

Nel 1913 Sagnac scopre sperimentalmente un effetto che sembra violare la relatività ristretta. Se poniamo una sorgente di luce su una piattaforma rotante rispetto al sistema del laboratorio, che emette due raggi in direzione opposta che viaggiano lungo la piattaforma si scopre che incontrano la sorgente in tempi diversi, contrariamente a quanto prevederebbe la relatività, che, data la simmetria della situazione e le trasformazioni di Lorentz nega tale differenza temporale. Giustamente Franco Selleri ha sottolineato l’importanza di questa anomalia, che invece è una conferma della sua reintroduzione di una simultaneità assoluta. Se proviamo a immaginare questa situazione nello spazio-tempo di Minkowski, da un punto di vista geometrico il moto della piattaforma rotante sarebbe una spirale a forma di molla rivolta verso il futuro. Per contro ci si accorge subito che la velocità della luce, da un punto di vista di Minkowski, non può viaggiare in circolo, dato che si muove sul cono e quindi la sua traiettoria per forza di cose si allarga in una spirale che si ampia. E’ chiaro che per costringere la luce lungo la piattaforma occorre un qualche effetto fisico che probabilmente rompe la simmetria della situazione e spiega l’effetto.

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4 commenti

Archiviato in FILOSOFIA DELLA FISICA

4 risposte a “L’EFFETTO SAGNAC

  1. adalberto tocca

    ma è un testo incomprensibile!

  2. In effetti è una cosa un po’ complicata. Guardo in rete se trovo qualcosa.

  3. Allora. Sono riuscito a capire meglio la situazione. C’è un articolo di Rizzi che mostra che in effetti nello spazio-tempo di Minkowski la traiettoria del raggio di luce che gira contro il movimento della piattaforma incrocia la sorgente in un punto successivo all’incrocio fra la traiettoria dell’altro raggio e la sorgente. Questa è la soluzione. l’effetto Sagnac è in accordo con la relatività ristretta se interpretiamo realisticamente lo spazio-tempo di Minkowski. E’ strano, invece, che Rizzi e Tartaglia parlino di interpretazione operazionista della relatività. E’ esattamente il contrario. Certo che se esistono i tachioni, come sembra dall’esperimento allora forse dobbiamo abbandonare lo spazio-tempo di minkowski e tutto cambierebbe.

  4. Domenico Annunziata

    La luce, non avendo inerzia, non si fa trascinare dai sistemi in moto, procede con la sua velocità assoluta, con la conseguenza che osservatori inerziali diversi misurano una diversa velocità relativa della luce. Nell’esperimento di Sagnac la sorgente dei due raggi luminosi che procedono in direzione opposta sulla piattaforma girevole, rimane ferma solo per l’osservatore non inerziale solidale alla piattaforma, ma cambia posizione rispetto allo spazio assoluto. Per tale ragione i due raggi, che hanno la stessa velocità assoluta, impiegano tempi diversi per percorrere spazi diversi e perciò la figura d’interferenza si modifica. La velocità relativa alla piattaforma dipende dalla sua velocità angolare (assoluta) ed è c+v oppure c-v. La velocità c della luce è una velocità media di andata e ritorno: c = ((c+v)+(c-v))/2.

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