I GIGANTI SULLE SPALLE DEI NANI

Newton diceva di essere un nano che si appoggia sulle spalle dei giganti. E tutto il Rinascimento italiano ed europeo è un po’ intriso di questa istanza e a ragione, perché per arrivare ai livelli di Archimede in Europa ci sono voluti 800 anni, da Alcuino a Galilei. Tutti noi filosofi coltiviamo un po’ questo mito della “prisca sapienza”, cioè di un sapere straordinario che sarebbe andato perduto. Forse non solo i filosofi, anche le persone comuni, che si fanno affascinare da sciamanesimi di vario tipo. Salutare in questo senso è quindi la scienza naturale che invece è fortemente rivolta al futuro. Tuttavia studiare la tradizione, anche se forse non riporta alla luce saperi nascosti, serve comunque a capire dove siamo. Come diceva Enriques, studiare la scienza senza la storia della scienza è come quel matematico che vorrebbe studiare l’andamento di una curva prendendo in considerazione un solo punto. Inoltre riflettendo sulla storia della scienza ci accorgiamo che tutti i cosiddetti giganti, di fatto sono saliti sulle spalle di una folla di nani, cioè senza il contributo di un humus culturale speciale fatto di tanti contributi piccoli non sarebbero mai riusciti a fare quello che hanno realizzato. Questa è una buona consolazione per noi nani!

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