E CHE I RICCHI PIANGANO

Si sentono spesso espressione del tipo “e ora che i ricchi piangano”. E’ abbastanza triste che persone che comunque vivono con più di 10.000 dollari pro capite all’anno dicano cose del genere. Sappiamo infatti che al di sopra di quella soglia avere più soldi in media non aumenta molto le soddisfazioni. Persone che vivono ampiamente al di sotto di quella soglia, e nel mondo ce ne sono tante, interi paesi, come l’Egitto, che ha credo 2.000 dollari pro capite, o anche in Italia, dove sono diversi milioni, possono effettivamente esprimere sensatamente cose di questo genere. Ma se lo sento affermare da chi sta decentemente e sostanzialmente è invidioso, non lo trovo un buon modo di fare politica. Bisogna poi tenere conto di un altro problema. La redistribuzione della ricchezza quasi sempre tende a diminuirne il suo valore aggregato. Ne segue che è ragionevole ridistribuire, ma, come sostiene John Rawls, solo fino a quando la diminuzione totale della ricchezza che si ha non va a incidere sul livello di vita assoluto dei più poveri. Altrimenti redistribuire la ricchezza fa diventare ancora più poveri i poveri. E allora è come darsi la zappa sui piedi.

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