LE DIMISSIONI DI BERLUSCONI

Le dimissioni di Berlusconi sono una una buona notizia. Su questo non ci sono dubbi. Il vero problema politico, però, è la presenza in Italia di uno spaesamento diffuso e che lui ha saputo intercettare, anche grazie al suo impero mediatico. Sono contento che l’epoca Berlusconi probabilmente sia finita. Ma, mi chiedo, c’è qualche possibilità che un Governo in Italia abbia come priorità nella propria agenda 1. ricostituire la democrazia nelle telecomunicazioni, in modo da riequilibrare la competizione politica; 2. investire nella formazione, in modo da favorire un maggiore senso di appartenenza politica dei cittadini; 3. investire nella ricerca, in modo da costituire un’economia basata sulle conoscenze? La mia paura è che, queste istanze interessano a molti italiani della classe dirigente, ma la maggior parte delle persone non ha gli strumenti per capire che sarebbero le prime cose da perseguire per vivere in un paese meno oppresso e oppressivo, con più speranze per il futuro. E’ sempre possibile che domani, come è successo ieri, qualche squadra di politici senza scrupoli si impadronisca di quel fondo qualunquistico che pervade il Paese e ci porti di nuovo in una situazione di semi-regime. Che cosa possiamo fare? Continuare a testimoniare e impegnarsi per un modo diverso di vivere assieme.

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1 Commento

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Una risposta a “LE DIMISSIONI DI BERLUSCONI

  1. Io personalmente non ho paura di vivere in un paese troppo oppresso o oppressivo. Non ritengo sicuramente tale l’Italia, se comparata per esempio alla Cina, dove comunque io mi trovo benissimo anche se solo da espatriato per breve tempo.
    Ho anzi più paura a vivere in un paese che spreca tantissime risorse per mantenere un livello troppo elevato di pluralità d’espressione. Perché lo Stato deve finanziare i giornali? Se vendi vivi, altrimenti non ha senso che esisti. La dura legge del mercato.

    Io non ho mai perso la speranza per il futuro, forse perché non vedo, anche in casi disastrosi, un ritorno indietro ma comunque sempre un andare a vanti, una continua trasformazione sociale. Il cambiamento può essere in tante direzioni, alcune solo apparentemente migliori di altre. La storia insegna.

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