RESPONSABILITA’ E LIBERTA DEL VOLERE

A volte noi abbiamo la sensazione di una forza che ci trascina verso una certa azione. Nel frattempo abbiamo il convincimento che quell’azione sarebbe sbagliata. Siamo anche persuasi che con un certo sforzo riusciremmo a evitare di compiere quell’azione. Questa è una forma importante di sensazione di libertà del volere.

Quando qualcuno compie qualcosa di male, se abbiamo elementi sufficienti per attribuire all’attore una situazione di questo tipo, siamo portati a condannarlo. Resta però sempre la possibilità che tutte quelle credenze, desideri e intenzioni siano di fatto stati soggettivi del tutto determinati dalla nostra situazione fisica. Siamo allora responsabili del male che abbiamo fatto?

Facciamo l’ipotesi che il mondo fisico sia dominato dal determinismo. Riportiamoci indietro nel tempo a pochi secondi dopo il big bang. Se le cose stanno così, già allora era determinato che io avrei agito in quel modo malvagio. Posso essere considerato responsabile? Facciamo un’ipotesi più debole, cioè che il mondo fisico sia dominato da leggi essenzialmente statistiche. Le cose cambierebbero? Risulterebbe ad esempio, che dopo il big bang ho probabilità 0,765 di compiere il male. E’ cambiato qualcosa? Direi di no. Ciò che ci renderebbe responsabili in pieno, direi, è solo l’ipotesi che noi possedessimo una forma di spontaneità che ci consenta in alcuni casi di intervenire attivamente nel mondo fisico.

Questa è un’ipotesi profondamente metafisica, che ha come unica base la nostra soggettività. Dobbiamo però sempre tenere conto che la possibilità che non sia corretta è tutt’altro che peregrina. Questo ci dovrebbe far riflettere quando attribuiamo una responsabilità a qualcuno. Potrebbe non esserlo.

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1 Commento

Archiviato in FILOSOFIA MORALE

Una risposta a “RESPONSABILITA’ E LIBERTA DEL VOLERE

  1. Quanto è difficile escludere la coscienza dalle nostre azioni! Nel realizzare i nostri obiettivi noi operiamo nel mondo fisico secondo una strategia che necessariamente deve essere a vantaggio di entrambi: per l’essere umano e per la natura che già esisteva prima che assumesse coscienza del propria esistenza. Nelle manifestazioni dell’uomo, l’errore si identifica nella malvagità, ovvero nella coscienza di operare il male. Il bene e il male non abitano nell’effetto delle azioni umane, ma originano dall’insieme dei mezzi coordinati nei quali è implicito il rischio nell’ottenere il successo del progetto in atto. Il risultato non è ottenibile automaticamente, ma con la volontà e la determinazione che l’agente esplica nell’assumere coscienza durante la fase di impulso nell’orientare il successo verso il bene oppure oppure verso male.

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